FACCIA A FACCIA BOSSI-MARONI. MA DEI CONGRESSI NON SI PARLA

di GIANLUCA MARCHI  

Roberto Maroni, stasera a Milano per la presentazione di un libro presso la sede del Sole 24 Ore,  dribbla le domande sull’eventuale congresso della Lega Nord e sull’esito dell’incontro di oggi, nella sede del Carroccio di via Bellerio a Milano, con il leader leghista Umberto Bossi. «Certo che ci siamo visti – ha detto Maroni -, abbiamo fatto due chiacchiere», ha tagliato corto, rifiutando di commentare gli ultimi arresti eccellenti in Lombardia, fra cui quello dell’ex assessore Massimo Ponzoni. «Ho letto, ma non ho commenti da fare», ha detto. Poi Maroni ha scherzato sul risultato del derby di ieri a Milano: «Della partita di ieri sera non sono assolutamente soddisfatto, è stato un vero disastro», ha spiegato. «Sono soddisfatto della mia partecipazione a Che Tempo che Fa – ha concluso – dove ho detto tutto quello che dovevo dire, nel modo giusto mettendo le cose in ordine. Sono soddisfatto della reazione che c’è stata, di grande affetto nei miei confronti». L’ex ministro si è poi detto soddisfatto della «grande dimostrazione di affetto» nei suoi confronti, da parte «della base e del movimento». «Sono un pò preoccupato – ha aggiunto Maroni che partecipa ad un incontro – perchè ad oggi ho ricevuto 320 richieste di incontri pubblici solo in Lombardia. Sono impegnato per i prossimi dieci anni». Tornando alla trasmissione di ieri sera, quello in onda da Fazio è stato un Maroni  per così dire diplomatico. L’ex ministro, che veniva intervistato per la prima volta dopo i giorni bollenti della guerra interna alla Lega, più che addentrarsi nei meandri dello scontro, ha preferito parlare del grande affetto che gli hanno dimostrato militanti e dirigenti locali del partito dopo il maldestro tentativo di zittirlo e ridurlo in pratica a pre-espulso. Una dimostrazione di solidarietà che ha fatto indietreggiare Bossi rispetto all’intento di creare un cordone sanitario intorno all’amico-avversario (sempre che sia stato il Senatur  a ideare l’incredibile trovata e non qualche lucido cervello del “cerchio malefico” (noi ormai preferiamo chiamarlo così, perché l’aggettivo di magico proprio con si addice a quella cricca). Maroni ha glissato sull’ipotesi Renzo Bossi alla guida della Lega. Ma almeno due cose le ha dette chiare: 1) a suo parere alle prossime amministrative la Lega deve andare da sola, perché sarebbe innaturale tornare ad allearsi col Pdl se il partito di Berlusconi continuerà a sostenere il governo Monti; 2) nella straordinaria manifestazione di solidarietà ricevuta dalla base il messaggio che emerge è che i militanti chiedono a gran voce la celebrazione dei congressi e lui sottoscrive questa richiesta. Il problema però è un altro: il vertice della Lega la penserà allo stesso modo circa la scelta di andare in corsa solitaria alle amministrative o al momento opportuno piegherà la testa a fronte della scontata richiesta di Berlusconi? E al riguardo dei congressi, i militanti e Maroni sono proprio sicuri che gli organi deputati, alias il cerchio malefico, li concederanno? Permetteteci di dubitarne assai. Dall’intervista con Fazio emerge un dato che avevamo già avuto modo di rilevare: Maroni non ha alcuna intenzione di uscire dalla Lega per fare un nuovo partito. Vuole giocare la partita interna, sempre che glielo permettano. Infatti si augura che la Lega rimanga sempre la sua casa. E poi ripete a più riprese che il Carroccio deve portare avanti il proprio progetto politico. E quale è questo progetto? Solo in un caso ne fa intravvedere i contorni, parlando di “federalismo e autonomismo”. Ma ahimè, il progetto federalista portato avanti dalla Lega in questi ultimi anni sinceramente non si capisce più cosa sia, se non un grande minestrone indigeribile. Quindi, se Maroni vuole andare alla conquista della Lega forse dovrebbe dotarsi  di un progetto degno di questo nome. E al riguardo non ci si venga a raccontare che il programma è quello che sta mettendo a punto il mitico Roberto Calderoli il quale,  dopo una riunione tenuta ieri a Stresa,  pare abbia lanciato il ”progetto costitutivo dell’Euroregione alpina”. Per ora non se ne sa di più e i contenuti saranno resi espliciti sabato 28 gennaio, festa di San Tommaso d’Aquino, durante la seduta del cosiddetto Parlamento della Padania, che si terrà a Sarego in provincia di Vicenza. In particolare Calderoli ha spiegato che nella seduta del 28 verranno discussi argomenti riguardanti: 1)Una riforma costituzionale complessiva; 2) Un progetto costitutivo dell’Euroregione alpina. 3) Crisi dell’euro: evoluzione e possibili soluzioni. 4) Stretta del sistema creditizio per le famiglie e le imprese: possibili soluzioni. 5) Impatto dell’intervento previdenziale del Governo Monti. 6) Base di nuovo modello di Federalismo fiscale. Viene naturale esclamare: ancora con sta roba affidata a chi di riforme ha dimostrato di non capirne granché? Ma lasciamo perdere… Intanto attrezziamoci ad assistere con curiosità ai segnali che verranno dalla manifestazione della Lega domenica prossima a Milano. Senza dimenticare che mercoledì sera, a Varese, Maroni incontrerà i militanti e sarà interessante registrare presenze e assenze. Sarà un teatro più grande ad ospitare questo incontro a causa del numero di adesioni già arrivate, secondo quanto ha riferito la sezione della Lega di Varese. Il teatro Santuccio scelto in un primo momento può contenere circa 300 persone, l’Apollonio poco distante ha invece 1.200 posti. «Stimiamo già di poterli occupare tutti», dicono gli organizzatori della serata intitolata “Padania Libera” organizzata inizialmente per dare voce all’ex ministro dell’Interno dopo che gli era stato proibito di tenere da solo incontri pubblici dal direttivo nazionale della Lega Lombarda. Sul palco insieme a Maroni sono annunciati anche sindaco e presidente della Provincia di Varese, Attilio Fontana e Dario Galli. In serata è corsa anche voce della presenza di Bossi: “Improbabile ma non impossibile” commenta un maroniano.  Ultima curiosità: stamane sul profilo facebook di Marco Reguzzoni è apparso un post che diceva “Ma non ti si può eliminare per acclamazione?”, poi prontamente rimosso.

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