Da 1° giugno ripartono ristoranti al chiuso e palestre. Dal 1° luglio al via congressi e fiere, terme e parchi tematici

Forse si riparte. Nelle intenzioni del governo ancora due mesi di purgatorio se non di inferno prima di vedere ripartire le attività che hanno pagato di più il fermo per Covid, senza un serio sostegno dello Stato. Ecco le prime intenzioni.

“È consentito dal 1° luglio 2021, in zona gialla, lo svolgimento in presenza di FIERE nel rispetto dei limiti e delle modalità previsti dai provvedimenti di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020 e da protocolli e linee guida definiti con i medesimi provvedimenti, ferma restando la possibilità di svolgere, anche in data anteriore, attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico”. Si legge nella bozza del decreto Covid. “L’ingresso nel territorio nazionale per partecipare a FIERE di cui al presente comma è comunque consentito, fermi restando gli obblighi previsti in relazione al territorio estero di provenienza”.

Dal 26 aprile riaprono in zona gialla i ristoranti a pranzo e cena “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto” mentre dal primo giugno potranno aprire ma solo a pranzo anche i locali che hanno spazi al chiuso. Lo prevede la bozza del decreto che dovrebbe approdare domani in Cdm nella quale si conferma il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. La bozza prevede inoltre in la zona gialla dal 15 maggio l’apertura delle piscine all’aperto, dei mercati e dei centri commerciali anche nei giorni festivi, dal primo giugno delle palestre, dal 1 luglio delle fiere, dei convegni e dei congressi, dei centri termali e dei parchi tematici.

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