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Cronache di ordinario reddito di cittadinanza

MATERA

Sottoposti alla misura della custodia cautelare ai domiciliari (uno per droga e l’altro per violenza sessuale), due uomini di Matera hanno comunque presentato la domanda e ottenuto il reddito di cittadinanza: sono stati scoperti e denunciati dai Carabinieri. Al termine delle indagini condotte dai militari del Comando provinciale, sono state sei le persone denunciate per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza. Oltre ai due uomini agli arresti domiciliari, anche un terzo era sottoposto a una misura limitativa della liberta’ personale, quella del divieto ad avvicinarsi all’ex compagna. I sei sono stati anche segnalati alla direzione provinciale di Matera dell’Inps affinche’ “sia loro revocata – e’ scritto nel comunicato diffuso dall’Arma – l’erogazione del beneficio ed attivata la procedura di recupero delle somme che hanno fin qui ricevuto: ammonta a 14mila euro l’importo complessivo”.

ABRUZZO

I Finanzieri di Teramo e Giulianova e delle Tenenze di Nereto e Roseto degli Abruzzi, nel corso di servizi mirati a contrastare gli illeciti in materia di Prestazioni Sociale Agevolate, hanno individuato e segnalato 31 persone che percepivano il REDDITO di CITTADINANZA pur non avendone diritto. Molteplici e variegate sono state le false dichiarazioni presentate per accedere indebitamente ai contributi per un importo complessivo di 251.640,00 euro. Tra i casi individuati, ci sono state persone trovate a svolgere in nero attività lavorativa come imbianchini, camerieri o conducenti di mezzi in un cantiere edile. Altri hanno presentato, insieme alle domande, false autocertificazioni Isee, omettendo di indicare il proprio patrimonio immobiliare (il caso più significativo del valore di 182mila euro) o anche, di chi è stato individuato a seguito di un controllo per affitti in nero per avere introitato redditi provenienti da locazioni immobiliari. Alcuni di questi hanno invece percepito indebitamente il REDDITO di CITTADINANZA pur essendo agli arresti domiciliari o condannati in via definitiva per associazione di tipo mafioso. Sono stati eseguiti riscontri incrociati anche fra coloro che pur avendo presentato istanza di REDDITO di CITTADINANZA, risultavano essere titolari di conti di gioco on line e che, in una o più annualità, avevano vinto somme come 799.824 euro, 687.000 euro o 347.313 euro.

PALERMO

Nuovo colpo della guardia di finanza contro i furbetti del REDDITO di cittadinanza. A Palermo ne sono stati scoperti 74 dopo un controllo delle fiamme gialle in collaborazione con l’Inps, che eroga il sussidio. Gli indagati non avevano dichiarato vincite al gioco superiori a ventimila euro, redditi superiori ai seimila euro e patrimoni immobiliari diversi dalla prima casa per un valore superiore a trentamila euro. Scoperti anche beneficiari del bonus che in realta’ erano proprietari di moto con cilindrata superiore ai 250 centimetri cubici immatricolate nei due anni precedenti alla presentazione della domanda per il REDDITO di cittadinanza. I 74 sono stati denunciati e segnalati all’Inps per il recupero delle somme erogate pari a un milione e 209mila euro.

Tra i 74 furbetti del reddito di cittadinanza c’erano cinque persone che avevano aperto una partita Iva. C’era chi aveva un’internet point e un posto di telefono pubblico, un altro si occupava di ristorazione, uno si occupava di coltivazione di cereali, e un altro aveva la licenza di commercio ambulante. I finanzieri del Gruppo di Palermo, diretti dal colonnello Alessandro Coscarelli li hanno scoperti incrociando i dati con quelli dell’Inps. “C’e’ chi non ha dichiarato le vincite al gioco – dice il colonnello Coscarelli – nonostante per giocare sia necessario aprire un conto corrente virtuale ovviamente con tanto di codice fiscale. Basta fare un controllo incrociato per scoprire chi non aveva diritto al sussidio”. In un caso e’ stato ancora piu’ semplice. E’ bastato incrociare i dati dell’Inail con quelli dell’Inps. E’ saltato fuori che uno dei furbetti percepiva gia’ un sussidio per infortunio sul lavoro. Reddito aggiuntivo che e’ stato dimenticato di segnare nell’autodichiarazione.

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