Crolla un altro ponte, al Nord. Ma i politici – del Nord – sono più preoccupati per le sardine

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di DAVIDE BONI – Come dire…. “Poscia, più che ‘l dolor poté ‘l digiuno” Amici, è il verso 75 del XXXIII canto dell’Inferno di Dante Alighieri. E’ il conte Ugolino con la sua tragedia. E tragedia poteva essere quella del viadotto di Savona. Potenzialmente una strage peggio del ponte Morandi. Vedete, queste sono le priorità del paese: avere le competenze, i fondi per controllare, monitorare, salvaguardare la vita delle persone che utilizzano le infrastrutture. Ma di cosa sono preoccupati i politici? Delle sardine, ovviamente. Tanto che qualche manina per un po’ ha bloccato ha fatto bloccare le loro pagine social. Facebook dopo una serie di segnalazioni, ha infatti oscurato la pagina. Caspita, ma cosa avevano mai scritto di così eversivo e contrario alla democrazia migliaia di cittadini, per lo più giovani, che hanno un solo comune denominatore ovvero non essere della Lega?
Domenica poteva essere una tragedia, abbiamo detto. Eppure più del dolore per questo lembo di Nord sfiancato dalle avversità geologico-politiche, può la fame. Di voti, di consensi, davanti a un movimento che destabilizza lo status quo elaborato dalla bestia salviniana, l’intelligenza artificiale che orienta le uscite del leader in base all’umore del popolo.
Insomma, forse sarebbe il caso di dire, prima di preoccuparvi di chiudere solo i porti, chiudete i ponti. E fate manutenzione: la gente vi paga per amministrare, non per ammaestrare le folle. Le elezioni non sono un circo, sono il popolo.

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