CROLLA LA “CULONA”, DISFATTA DELLA MERKEL IN WESTFALIA

di SALVATORE ANTONACI

Disfatta clamorosa, durissimo rovescio elettorale perla Cancelliera tedesca Angela Merkel. Nel Land Nord-Reno-Westfalia chiamato alle urne anticipatamente per rinnovare la presidenza ed il parlamento locale, la CDUsubisce, infatti, la più cocente delle disfatte scendendo, secondo i primi dati, al 26%, minimo storico mai raggiunto dalla formazione conservatrice.

Naturalmente al tracollo di consensi (oltre il 7%) va aggiunta la perdita della carica più prestigiosa, passata dalle mani di Norbert Roettgen a quelle di Hannelore Kraft, socialdemocratica e già brevemente al timone della regione qualche anno fa. Dovrebbe risultare abbastanza agevole, salvo complicazioni, costituire una coalizione rosso-verde con gli ecologisti, dal canto loro stabili attorno al 12%. Ma i social-democratici sono riusciti nel doppio colpo di arrestare quasi del tutto la propulsione degli stessi Gruenen (che appariva impetuosa nel dopo-Fukushima) e di ridurre ai minimi termini la sinistra radicale della Linke, in piena crisi di identità ed in quasi totale controtendenza rispetto ai partiti ideologicamente omologhi nel resto del continente. Viceversa, aldilà degli indubbi demeriti dei vertici locali,la Caporettodei cristiano-democratici non può che rappresentare una sonora bocciatura delle politiche nazionali, in primis quelle legate alla gestione della difficilissima crisi finanziaria europea. Ma più che in direzione di un aumento della spesa o di un allentamento delle politiche di rigore la pesante sanzione potrebbe derivare da una percezione negativa dell’atteggiamento ambivalente del governo federale, giudicato troppo “morbido” nei riguardi dei poco virtuosi PIIGS.

A confermare in parte questa tesi il risultato, se vogliamo sorprendente, di tenuta e addirittura di discreto incremento dello score liberale.La FDP, infatti, ed è questo, a mio avviso, l’esito più interessante dell’odierna consultazione nel più popoloso dei Laender tedeschi, supera l’8%, rafforzando la propria rappresentanza nel Landtag ed invertendo un trend che sembrava condannarla ad una irreversibile ed ingloriosa estinzione. Saliranno, senza dubbio, le quotazioni del dirigente carismatico del partito in quel di Dusseldorf, Christian Lindner che potrebbe assumere di qui alle elezioni federali del prossimo anno il ruolo di salvatore della patria liberale oscurando la fragile ed incerta guida del Vice-Cancelliere Roesler. la resurrezione liberale oscura perfino il confermato boom dei Piraten che anche da queste parti confermano il loro stato di grazia.

Il 7% e passa garantisce loro l’ingresso in un altra assemblea locale dopo Berlino, Saarland e Schleswig-Holstein. Non può essere un caso e nemmeno una fiammata estemporanea: la via del Bundestag sembra davvero essere spianata per i filibustieri del web. Concludendo questa breve e sommaria disamina non resta che azzardare una , per la verità, facile previsione per i mesi a seguire: anche in Germania è in arrivo una lunga estate calda. E non solo meteorologicamente.

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8 Comments

  1. Tutto estremamente prevedibile.
    Il concetto di rigore, peraltro, è relativo alla singola latitudine. Ma quando è percepito come eccessivo, non è accettabile da nessuna popolazione.

    Sarà interessante vederne adesso eventuali ripercussioni future nelle trattative con gli altri leader europei : chissà che ruolo assumerà l'”Asse roma-Berlino”…

  2. No no, a digo dal bon e no par finta.
    Come ka te dixi ti, kive da naltri a ghe voria on rigor xermanego de coeli de fero tenprà (a la luterana) kel ghe taje le man, le bale e la gola a tuti li cancari de la casta talega, a tuti li parasidi, a li mafioxi … a scuminsiare dal Bosi de Xemogno e pasando par ke la figura porca de Di Pietro; e a le banke e a la borsa … tajarghe le man e la lengoa ke no li posa pì robar e trufar la xente co le ciacole.

  3. Sperem ke no la se cave la cotola e ke la se fase ancora pì dura de la Thatcher; se vien a mancar el rigor poxitivo xermanego-protestante a semo purpio finii.

    • Pento, a no go mia capio se te a ciapi co’ ironia o se te disi sul serio; qua, in specia da nolatri, de rigore a ghe ne voe ancora de pì, che xa Monti scominsia (ma a nol ga mai voesto stacare) de spendaciare in tea teronia – varda el decreto de inervento publico da do miliardi. E anca el vorìa farne credare che i riva da la Europa. A stemo freschi!

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