Crisi: in Lombardia boom di licenziamenti, a febbraio +51%

di REDAZIONE

Altro che crisi superata, qui siamo nella cacca più nera. E infatti si registra una nuova impennata di licenziamenti in Lombardia. È quanto indica la Cisl regionale secondo la quale nel mese che si sta per concludere si sono contati 3.300 licenziamenti collettivi, ossia 1.112 in più rispetto a gennaio (+51%). Si è registrato inoltre un incremento anche rispetto al febbraio 2013, quando le iscrizioni alle liste di mobilità erano state 2.862 (+15%). «Nonostante qualche timido segnale di ripresa gli effetti della recessione sull’occupazione sono ancora drammatici». Il segretario generale Gigi Petteni commenta che «è evidente che i lavoratori lombardi non stanno affatto beneficiando dei lievi segnali positivi». Dunque occorre «intervenire al più presto per creare occasioni di occupazione, a partire dalle opportunità offerte da Expo 2015». «Siamo convinti – prosegue – che i tempi per un Patto per il lavoro siano più che maturi» perchè «i giovani disoccupati e i lavoratori colpiti dalla crisi hanno bisogno di vedere una via d’uscita dal tunnel della loro condizione, anche attraverso formule di flessibilità coniugate con opportunità di lavoro e sostegno formativo o incentivi per la ricollocazione». L’aumento dei licenziati riguarda quasi tutto il territorio lombardo, con le sole eccezioni delle province di Monza-Brianza e di Sondrio.

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