Crisi: dal disastro all’ecatombe! Ogni categoria lancia un appello

di REDAZIONE

Dall’allarme all’ecatombe il passo e’ breve. La crisi sta letteralmente falcidiando decine di migliaia di imprese medie e piccole, negozi, bar, ristoranti. Ma anche imprese edili. Mentre le ‘grandi’ o chiudono e delocalizzano o viaggiano in acque agitatissime. L’appello e’ cosi’ sempre piu’ corale: serve un nuovo governo subito che intervenga sulle emergenze piu’ acute: credito con il contagocce, consumi in picchiata e pubblica amministrazione che non paga. Come se non bastasse – denunciano i sindacati – la rete di ammortizzazione per chi perde il posto e’ sempre meno ‘accogliente’ e quest’anno i soldi non basteranno. Cosi’ e’ sempre piu’ frequente sentir parlare di ”desertificazione” delle citta’ o ”allarme sociale” che rischia di trasformarsi in allarme sicurezza. Ecco gli appelli diffusi oggi da diverse categorie.

– RISTORANTI ADDIO, SI VA DA MAMMA’: Ristoranti e pizzerie addio: l’87% riduce la spesa a causa della crisi e si torna a mangiare da genitori e amici. In particolare il 44% a pranzo torna dai genitori o familiari, mentre la sera il 77% riscopre il piacere della convivio e della cena consumata con gli amici. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Eurispes.

– BAR-RISTORANTI CHIUDONO: Nessuna Regione si salva dalla catastrofe del commercio. Secondo le proiezioni Confesercenti per il primo trimestre 2013, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni di imprese nel commercio e’ negativo in tutta Italia. Saldo in rosso su tutto il territorio nazionale anche per il mondo della somministrazione (bar, ristoranti etc).

– NIENTE CREDITO PER 40% IMPRESE: Sono sempre meno le imprese che si rivolgono alle banche per chiedere un finanziamento (il 14% nell’ultimo trimestre 2012 contro il 15,7% del trimestre precedente) e, tra queste, aumentano le imprese che si sono viste rifiutare il credito o che lo hanno ottenuto per un ammontare inferiore alla richiesta (dal 35,4% a quasi il 40%). E’ quanto si legge in uno studio della Confcommercio.

– CREDIT CRUNCH ANCHE PER EXPORT: Il credit crunch non risparmia ormai neanche le imprese esportatrici. Lo segnala uno studio Unioncamere-Tagliacarne certificando una contrazione pari a -2,5%, degli impieghi alle imprese tra giugno 2011 e giugno 2012, che sale a -3,4% nelle aree del Nord Italia.

– BANCHE, A 10% CLIENTI 80% PRESTITI: L’81% circa degli oltre 1.335 miliardi di prestiti erogati dalle banche agli italiani e’ concesso al primo 10% degli affidati, alla migliore clientela. A rilevarlo la Cgia di Mestre secondo la quale il rimanete 19% e’ distribuito alle famiglie, alle piccole imprese ed ai lavoratori autonomi che costituiscono il 90%, dei clienti.

– COLLASSO EDILIZIA: Per le aziende di costruzioni il 2012 e’ stato l’annus horribilis. Il settore, che conta 894.028 imprese, ne ha perse 61.844, con un saldo negativo dell’1,88%. In tutto – spiega Anepa Confartigianato – sono stati persi 81.309 occupati.

– CASA, CARO MUTUI E CROLLO PREZZI: A settembre 2012 i prezzi delle compravendite sono calati del 5,4% rispetto all’anno precedente. Ma il tasso medio d’interesse sui prestiti alle famiglie italiane e’ al 3,70% (59 punti in piu’ rispetto alla media del 3,11% dell’area Euro).

– CONSUMATORI, E’ BOLLA IMMOBILIARE: Anche in Italia sta scoppiando la bolla immobiliare per l’esplosione dei prezzi delle case, quasi raddoppiati dal 1 gennaio 2002, soprattutto nelle grandi citta’ come Milano, Roma, Torino, Napoli, per effetto di trascinamento dal cambio lira-euro nel 2002. Lo affermano Federconsumatori e Adusbef.

– RETE IMPRESE, SBLOCCARE DEBITI P.A.: Rete imprese Italia condivide l’iniziativa dell’Anci per il 21 marzo sulla necessita’ di sbloccare la situazione sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese.


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