CRESCITA ED EUROBOND: QUELLO CHE EVITANO DI DIRVI

di REDAZIONE

Meglio una politica di austerità o una politica per la crescita?

Ma è ovvio, molto meglio una politica per la crescita, l’austerità è grigia, sobria, dolorosa. La crescita invece vuole dire investimenti, lavoro e diritti…. davvero?

Adesso traduco la frase più sopra in lingua tradizionale italiana dalla neolingua usata dai nostri media:

Meglio una politica che riduca lo stock di debito pubblico o che lo aumenti?

Oooops.

Sapete, signore e signori.,di questo si tratta mica di altro.

La mistificazione che sta alla base dell’idea: “nuovo debito pubblico” = crescita economica, è considerare che lo stato (italiano) , spendendo soldi pubblici, sia in grado di produrre ricchezza. 

Sappiamo che non è così (lo sanno anche i Tedeschi…ne parlo nella seconda parte dell’articolo), lo stato italiano  ha la sua ragione di vita nella spesa corrente (stipendi pubblici, pensioni, sanità, tutta roba ben gestita come noto…), anche quando si mette (lo stato) a fare qualche investimento i risultati sono disastrosi, costi tripli rispetto ad altre nazioni (tipo il costo chilometrico della mitica TAV), opere non concluse, appalti truccati. Insomma l’Italia e gli italiani non hanno nessun titolo per chiedere il permessodi fare nuovo debito pubblico. (cioè politiche per la crescita, nella neolingua odierna)

Ah, non lo sapevate? L’Italia deve chiedere il permesso per fare debito, piaccia o no è così. Di fatto l’Italia è già fallita come nazione sovrana, se ci azzardassimo ad andare sul mercato a farci comprare i Bot e i BTP senza l’ombrello della BCE e del fondo ESM non ci riuscirebbe di piazzare nulla a meno di non offrire tassi doppi rispetto a quelli di oggi.

Nella frase (scritta in neolingua) all’inizio del post esiste anche una seconda mistificazione:  che l’austerità, ovvero la riduzione dello stock di debito possa essere conseguita solo con l’aumento del carico fiscale e a spesa pubblica costante.

Non mi dilungo qui sulla differenza tra taglio della spesa e aumento delle tasse, faccio però notare che i paesi che oggi sono meno inguaiati sono proprio quelli che hanno una spesa pubblica rispetto al PIL più bassa perchè hanno effettuato i tagli necessari all’inizio della crisi.

Ma ora arriviamo agli Eurobond:

Io credo che alla fine si faranno. Anzi penso che la durezza della Germania sia solo apparente, i tedeschi stanno cercando di costringere gli altri paesi a ridurre quanto più possibile i loro deficit di bilancio in modo da arrivare al momento in cui ci sarà da scegliere fra esistenza dell’Euro ed Eurobond,  con squilibri i più contenuti possibile. (In questo senso credo che effettivamente, prima degli Eurobond la Germania VOGLIA la Grecia fuori dall’euro, ma sarà materia di altri post).

I tanti critici delle politiche tedesche, su una cosa hanno ragione. L’Euro è strategico per la Germania come per ogni altro paese europeo che abbia un sistema produttivo effiicente e orientato all’export. Si tratta dunque di minimizzare il costo (per i cittadini tedeschi) per tenerlo in vita e funzionante (l’Euro).

Il costo, per i tedeschi, è la quantità e  la qualità di debito degli “altri”, da garantire.

Dunque cosa saranno questi benedetti Eurobond?

Saranno uno strumento di debito, garantito in ultima istanza dai paesi europei più forti e come tale potrà essere utilizzato all’interno di una cornice di regole che in qualche modo ne assicuri il buon utilizzo (dal punto di vista di chi garantisce).

Dobbiamo pensare agli eurobond  come a qualcosa di molto simile ai “fondi europei” per la crescita ma con un ambito di utilizzo più ampio e discrezionale per i singoli stati. In altre parole l’utilizzo dei fondi ottenuti sarà possibile a fronte di una qualche forma “forte” di rendicontazione ad un organismo europeo.

E’ anche possibile che per accedere agli eurobond gli stati debbano garantire con qualcosa di reale e in questo senso, temo che l’oro custodito nei forzieri di Banca d’Italia sia l’asset perfetto per questo genere di utilizzo.

Sapete cosa non vi dicono sugli Eurobond?

Che a giovarsene sarà chi è più capace di spendere i fondi europei per la crescita, dunque ad esempio Spagna, Irlanda e Portogallo (che hanno sempre utilizzato quasi per intero quei fondi) e ovviamente Germania e Francia.

Chi invece vorrà fare il furbetto, ovvero spendere quel debito per altra spesa corrente, beh… credo avrà una brutta e amara sorpresa, cioè di garantire il debito di altri. (persino quello dei tedeschi)

Buon Eurobond a tutti.

FONTE ORGINALE: http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/politiche-per-la-crescita-la-neo-lingua-italiana-quello-che-non-vi-dicono-sugli-eurobond.html

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1 Comment

  1. Che con “spesa finalizzata alla crescita” i nostri manutengoli intendano “incremento della spesa burocratica a favore dei clientes” io penso che tra i frequentatori del sito lo abbiano capito tutti.
    Per “finalizzare la crescita” sarebbe sufficiente che lasciassero i quattrini nelle tasche dei Cittadini, ma ciò è per loro improponibile, ché diamine, si sono dati alla politica per prendere (in tasca loro) e non per lasciar fare.
    Non vorrei che con l’allargamento della borsa, conseguentemente alle elezioni francesi e tedesche, i nostri amati percettori di pizzo, dimenticassero di potarsi le unghie come parevano intenzionati a fare dopo il successo di Grillo alle amministrative italiane.
    Forse sarebbe meglio, la rabbia aumenterebbe e chiuderemmo i conti prima.

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