Cresce il Pil del Ticino. Edilizia, manifatturiero… tutto è già in ripresa. In Italia… ciao!

di DISCANTABAUCHIsvizzera

Noi proprio non ce la possiamo fare. Settimo anno consecutivo di recessione, di inflazione, di deflazione e di smaronamento! Le elezioni sono un vezzo dei partiti, tanto nessuno va più a votare perché ci crede. Il pil arretra e le tasse crescono. E più le tasse crescono, più le imprese chiudono e più lo Stato cerca altre tasse. In Ticino, nel Cantone confinante con un bel pezzo di Lombardia, nonostante la crisi soffi su tutte le Alpi, il quadro è ben diverso.

L’Ufficio federale di statistica ha certificato che la crescita è stata dello 0,7% nel terzo trimestre del 2014. Beati loro. Certo è  che se davvero avessimo avuto il 75% delle tasse a casa nostra, avremmo potuto affermare forse lo stesso, se non di più. Ma vediamo i numeri e dove sono cresciuti i ticinesi. Siamo curiosi da morire. Guardiamo i dati diffusi dall’ufficio della loro statistica, ripresi dal Corriere del Ticino.

 

Cresce un po’ tutto

L’occupazione è cresciuta dello 0,6% sia nel settore secondario (+6000 posti) che nel terziario (+23’000, + 0,8%). Espressi in equivalenti a tempo pieno, il volume di addetti ammonta a 3,568 milioni (+0,7%), una cifra in crescita dello 0,6% nel settore secondario (+6000 unità) e dello 0,7% nel terziario (+19’000 unità). Calcolata al netto delle variazioni stagionali, l’occupazione ha subito un lieve incremento rispetto al trimestre precedente (+0,2%). Sulla base dell’andamento dell’indicatore delle prospettive d’impiego (1,03; +0,4%), si prevede un incremento dell’occupazione anche nel prossimo trimestre. Tuttavia sono stati registrati 800 posti liberi in meno rispetto all’anno precedente (-1,6%), mentre difficoltà di reclutamento del personale sono aumentate dell’1,6%.

Addetti per settori e rami economici
Per la quarta volta consecutiva il settore secondario ha registrato un aumento dell’occupazione su base annua. L’andamento è stato leggermente positivo nel ramo «Attività manifatturiere» (+3000; +0,4%) per la terza volta consecutiva, anche grazie al risultato del ramo «Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica; orologi» (+3000; +2,6%). Continua l’andamento positivo anche nel ramo «Costruzioni» (+2000; +0,5%). Anche nel settore terziario la crescita dell’occupazione continua ad essere positiva. Nella maggior parte dei rami è stato nuovamente osservato un andamento positivo su base annua. Il miglioramento più significativo è stato registrato nel ramo «Salute e affari sociali» (+9000; +1,6%). Per contro, è stata osservato uno sviluppo negativo nei rami «Commercio» (-3000; -0,4%) e «Attività finanziarie e assicurative» (-1000; -0,3%).

Addetti per Grandi Regioni
Nel terzo trimestre 2014, sei Grandi Regioni su sette hanno registrato un aumento dell’occupazione su base annua. L’aumento maggiore è stato osservato in Ticino (+1,4%),mentre nella Svizzera centrale il numero di addetti è calato (-0,5%). Nel settore secondario, la Regione del Lemano e la Svizzera centrale hanno registrato un calo dell’occupazione (-0,4% ciascuna), laddove nel settore terziario tale arretramento si osserva solo nella Svizzera centrale (-0,5%).

Prospettive di impiego
Nel terzo trimestre 2014 le imprese che intendevano mantenere stabile il proprio organico nel trimestre successivo rappresentavano il 73% dell’occupazione totale. Il 9,9% delle imprese ha segnalato di voler aumentare le proprie forze lavoro e il 4,9% ha preventivato un calo; le imprese che non si sono espresse a tal riguardo interessano il 12% degli addetti. L’indicatore delle prospettive d’impiego calcolato in base a tali cifre ha segnato un lieve aumento rispetto all’anno precedente (1,03; +0,4%) e ha continuato ad attestarsi su valori superiori a 1,00 sia nel settore secondario (1,02; +0,3%) che nel terziario (1,03; +0,5%). Questi dati sembrano indicare che l’organico nel trimestre prossimo sarà nel complesso ampliato o rimarrà perlomeno invariato. Le previsioni più rosee sono state nuovamente rilevate nel ramo «Servizi di informazione e di comunicazione», anche se l’indicatore è sceso lievemente rispetto all’anno precedente (1,12; -1,1%), quelle meno positive nel ramo «Servizi di alloggio e di ristorazione» (0,97; -0,6%).

Difficoltà nel reclutamento di personale qualificato
Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, l’indicatore della difficoltà di reclutamento di personale qualificato ha segnato un aumento (32%; +1,6%), sia per il settore secondario (38%; +2,5%) che per il terziario (30%; +1,3%).

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Il canonico di Varese, un giallo al Barlich

Articolo successivo

Un paese senza veri leader. Governa il disordine della politica