Soldi alle imprese: tante chiacchiere ma i fondi non ci sono

di REDAZIONE

Il ministro del Tesoro Vittorio Grilli si dice pronto ad intervenire per risolvere, almeno in parte, l’annoso problema dei debiti della pubblica amministrazione. Una ‘montagna’ complessiva di 70 miliardi circa (altre fonti riferiscono di 100 miliardi), una decina dei quali a carico degli enti locali, verso le imprese fornitrici. Ma – sottolinea – l’ultima decisione spetta al premier uscente, Mario Monti.

Ne segue una valanga di interventi a partire da Confindustria ma anche Anci, Ance, Rete Imprese, Abi che continuano il loro pressing. Interviene anche l’ordine degli architetti che chiede: se ci sara’ un decreto includete anche i professionisti. E la Cgia ricorda che in Italia un’azienda su tre chiude proprio per i ritardati pagamenti (pubblici e privati). Si sparge anche la voce che l’argomento potrebbe arrivare fuori sacco alla riunione del Consiglio dei ministri di oggi. Ma sono molte le voci all’interno dello stesso esecutivo che danno per ”altamente improbabile” l’intervento. Almeno a breve. Sia per il solito problema di mancanza cronica di risorse, sia perché non e’ detto che un decreto troverebbe un parlamento disponibile a convertirlo nei canonici 60 giorni. Né, allo stato, girerebbero in ambienti di governo dossier, studi o testi sull’argomento. Cosa che invece normalmente accade alla vigilia di un intervento.

Grilli comunque assicura che non ci sono ”ostacoli” all’ipotesi di fare un decreto e che ”il ministero e’ pronto”. Certo, aggiunge, ”la decisione sullo strumento da adottare non tocca a me”. Comunque ”ci stiamo lavorando con la massima urgenza, poi tocchera’ a Monti decidere quando spingere il bottone”. ”La liquidazione dei crediti delle imprese da parte della P.A. – sottolinea Giorgio Squinzi – potrebbe portare a un aumento in 5 anni di 250.000 occupati e a una crescita del Pil dell’1% per i primi 3 anni, fino ad arrivare al +1,5% nel 2018. Gli fa eco Rete Imprese Italia e anche Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, chiede che già questo Governo vari ”al più presto un decreto legge, motivato da ben note ragioni di necessita’ e urgenza”. L’avvio dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione – sottolinea Patuelli – può dar vita all’inizio della ripresa.

Intanto al ministero dello Sviluppo – secondo voci ricorrenti – sarebbero in corso i preparativi per istruire un intervento che per risolvere il problema guarderebbe all’esperienza spagnola dove nel giro di pochi mesi si e’ proceduto alla restituzione di svariati miliardi (in tutto sono circa 45 miliardi il debito). Ma – fanno notare più voci all’interno dello stesso Governo – gli ostacoli all’operazione sarebbero almeno due e non di poco conto: la disponibilita’ delle Camere a convertire un eventuale decreto e la scarsità di fondi. Se infatti e’ vero che Bruxelles avrebbe confermato la sua disponibilità a non conteggiare nel deficit un eventuale esborso, e’ altrettanto vero che le risorse sono sempre quelle. Cioe’ la coperta e’ sempre corta e quindi una nuova ‘copertura’ andrebbe trovata o riducendo ulteriormente le spese (difficile dopo tutti i tagli recenti) o aumentando le entrate (altrettanto difficile considerata l’elevatissima pressione fiscale). E poi le priorità indicate sono altre: evitare l’aumento dell’Iva e rifinanziare le ristrutturazioni. Intanto anche l’Anci preme affinché si arrivi rapidamente ad una soluzione.

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