SERVE IL LAVORO! OK, MA CHI E’ CHE LO DEVE CREARE?

di GIUSEPPE SGUBBI

Manifesti nei muri, titoli in prima pagina, striscioni nelle pubbliche manifestazioni, tutti i politici ne parlano, le persone intervistate lo chiedono ad alta voce, IL DIRITTO AL LAVORO è diventato l’argomento del giorno. Qualsiasi iniziativa politica ha al primo posto il diritto al lavoro. Senza alcun dubbio la persona disoccupata è una delle prime emergenze, chi non lavora non prende lo stipendio, senza stipendio non è possibile fare la spesa, se non si fa la spesa il commercio va in crisi, andando in crisi il commercio, va in crisi anche il mondo produttivo, perciò il “senza lavoro “ è il primo anello di una spirale che porta inevitabilmente al collasso. Non si può anche non tener presente che, oltre al problema economico, vi è pure un problema umano, infatti spesso le cronache riportano tragedie famigliari collegate alla disoccupazione.

Creare occupazione è la madre di tutte le emergenze, ma sorprende una cosa, TUTTI mettono in evidenza che occorre creare posti di lavoro, ma NESSUNO propone la cosa più importante, cioè, chi deve creare il lavoro? Eppure logica vuole che chi solleva un problema, debba prima o poi proporre le ricette per risolverlo,

Premetto che leggo alcuni giornali, ma non tutti, perciò sicuramente qualche proposta vi sarà stata e mi sarà sfuggita, ma mi sarei aspettato che la parola “diritto al lavoro” fosse sempre seguita dalla indicazione “chi lo deve creare?”. Mai notato!

Ma chi lo deve creare?

Ho provato a chiederlo ad alcuni disoccupati in quanto, essendo questi direttamente interessati, dovrebbero conoscere le varie proposte, ebbene grande delusione, nessuno ha dato risposte. Ho fatto tale domanda a qualche persona politicamente informata, ennesima delusione , non ho ricevuto chiare risposte. E allora? Nella totale mancanza di proposte, qualche risposta si dovrà pur dare.

Una risposta potrebbe essere, “createvelo da soli”, come hanno fatto gli artigiani, commercianti, contadini, ecc. La proposta non sarebbe poi tanto malvagia. Se non erro, a parere di tutti gli osservatori, il lavoratore autonomo può evadere quanto vuole, perciò sarebbe il più paradisiaco dei lavori. Si tenga anche conto che il lavoro non manca, i posti pure, le strade delle città sono “tappezzate” da saracinesche definitivamente abbassate, manca solo l’imbarazzo della scelta.

Qualcuno potrà giustamente obiettare che ad una certa età ad iniziare un lavoro autonomo, si incontrano delle enormi difficoltà, obiezione accolta, ma questo non vale per i giovani. Se nessuno è disponibile ad “arrangiarsi”, dica almeno chi deve creare i posti di lavoro, chi? I politici? I sindacalisti? I comuni? Le provincie? Le regioni? Lo stato? Perché non si dice chiaramente? Non sarà per caso che i posti di lavoro dovranno crearli , ancora una volta, i piccoli imprenditori? Ma che dire del fatto che molti di loro saranno costretti a chiudere per tasse?

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