Covid: lockdown arriva al Monviso, Valle Po zona rossa

Per molti e’ l’immagine di un mondo ancora incontaminato, paesini di montagna che mantengono un’aria d’altri tempi o che sono meta di un turismo non di massa, che li preferisce alle stazioni piu’ ‘mondane’. Questo angolo di Piemonte ai piedi del Monviso e delle sorgenti del Po entra in zona rossa. Il lockdown scatta alle 19 di questa sera, almeno fino al 12 marzo, per 12 comuni della Valle Po e dell’Infernotto, nella provincia di Cuneo a ridosso del torinese, ma soprattutto di Cavour, dove la zona rossa e’ in vigore da sabato scorso a causa della presenza della variante inglese del virus. Stessa sorte, nel torinese, per le vicine Bricherasio e Scalenghe. Barge, Bagnolo Piemonte, Crissolo, Envie, Paesana, Gambasca, Revello, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Rifreddo e Sanfront, sono i paesi che negli ultimi giorni hanno visto raddoppiare l’incidenza dei casi positivi rispetto alle settimane precedenti e nei confronti dei quali la Regione ha disposto il provvedimento. Numeri che, in termini assoluti, non sembrerebbero preoccupanti, con circa 160 casi complessivi, ma a destare allarme e’ il connubio tra variante inglese e velocita’ di diffusione del Covid. Fino all’ultimo la vita ha continuato a scorrere nella ‘normalita” di questo periodo, ad esempio con il mercato cittadino di Revello regolarmente aperto e frequentato come sempre. Piu’ difficile la situazione in alta valle, dove la zona rossa pesera’ soprattutto sulle attivita’ di ristorazione e sui rifugi, gia’ gravemente penalizzati dalla chiusura prolungata degli impianti. Fra gli abitanti, come tra gli molti amministratori, c’e’ sconforto e un po’ di incredulita’. “A Ostana un contagio – osserva ai microfoni del TgR Piemonte, Emidio Meirone, sindaco di Sanfront e presidente dell’Unione Montana dei comuni del Monviso -, a Crissolo un contagio, a Oncino zero e a Sanfront, con 2.500 abitanti, nove contagiati. Nei numeri non pensavamo assolutamente di essere zona rossa”, confida, mentre la prima cittadina di Barge, Piera Comba, sottolinea che “l’unica cosa fondamentale e’ che queste misure siano chirurgiche nello spazio e nel tempo”. Nel suo comune i positivi sono quadruplicati in un mese, ma partendo da soli nove casi. Incremento che e’ conseguenza del focolaio di variante inglese della vicina Cavour. I comuni della Valle Po si preparano, dunque, ad almeno 10 giorni di chiusure e nuovi sacrifici.

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