Covid già a settembre, trovati anticorpi. Ma Galli: difficile pensarlo

Il virus Sars-Cov-2 sarebbe in circolo in Italia già dal settembre 2019. Prima quindi dei primi casi di importazione registrati (i due turisti provenienti dalla Cina confermati il 30 gennaio dallo Spallanzani di Roma) e molto prima dei primi contagi autoctoni emersi a Codogno alla fine di febbraio. È quanto sostiene uno studio dell’Istituto dei tumori di Milano e dell’università di Siena, firmato da 16 scienziati guidati da Giovanni Apolone. Una ricerca che potrebbe riscrivere la storia della pandemia.

“Abbiamo studiato la presenza di anticorpi specifici” legati all’insorgenza del coronavirus “in campioni di sangue di 959 individui asintomatici, arruolati in uno studio prospettico di screening del cancro del polmone tra settembre 2019 e marzo 2020 per monitorare la data di insorgenza, la frequenza, e variazioni temporali e geografiche nelle regioni italiane”, si legge. Anticorpi specifici per Sars-Cov-2 RBD sono stati rilevati in 111 individui su 959 (11,6%), a partire da settembre 2019 (14%), con un cluster di casi positivi (> 30%) nella seconda settimana di febbraio 2020 e numero più alto (53,2%) in Lombardia. Un dossier che mostra una “inaspettata circolazione molto precoce di Sars-Cov-2 tra individui asintomatici in Italia diversi mesi prima dell’identificazione del primo paziente” e chiarisce l’insorgenza e la diffusione della pandemia di malattia da Covid-19. Molto cauti i virologi italiani. Interrogato sull’articolo, il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, attende “conferme reali”: “È veramente difficile pensare che il virus sia così vecchio”, commenta. Se lo fosse, però, la prima cosa da chiedersi sarebbe “perché non ha creato focolai molto prima”. Serve tempo, anche per capire l’evoluzione della malattia: “A Milano si dice più piano, più adagio”.

“Non ho letto il lavoro, dovremmo avere delle conferme reali sulle caratteristiche e la natura di questi anticorpi. E’ davvero difficile pensare comunque che il virus sia cosi’ vecchio”. Cosi’ il professor Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive all’Ospedale Sacco di Milano, commentando a L’Aria di domenica su La7 la notizia della scoperta dell’istituto tumori di Milano secondo cui il virus circolava in Italia gia’ da settembre 2019. L’analisi dei campioni di sangue su quasi mille pazienti che avevano partecipato ad uno screening per il cancro ai polmoni ha rivelato la presenza degli anticorpi specifici gia’ quattordici mesi fa. “Se fosse cosi’- domanda Galli- come mai il virus non ha creato prima i focolai? È un virus esplosivo, quando arriva in ospedale fa decine di infezioni se non lo gestisci. O e’ qualcosa di diverso, e dal mondo animale ci puo’ arrivare qualsiasi cosa, ma che si parli di questo virus in termini di cosi’ forte anticipazione, uno la domanda se la pone”.

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