COVID: CONFESERCENTI, ‘A RISCHIO 450MILA PMI E 2 MILIONI DI ADDETTI’

La crisi non morde per tutti allo stesso modo. Le misure restrittive e il lockdown hanno colpito soprattutto lavoro autonomo, Pmi, imprenditrici e imprese di under 35, aumentando povertà e disuguaglianze. Ad affermarlo in una nota Confesercenti in audizione presso la XI commissione Lavoro Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. Ammonta a 44 miliardi infatti la perdita di reddito dei lavoratori autonomi a fine 2020, mentre risulterebbe a -27 miliardi nel 2021. A rischio, secondo Confesercenti, ci sono 450mila Pmi e 2 milioni di addetti, dipendenti e indipendenti. Anche le imprese femminili registrano una crisi, interrompendo una crescita costante dal 2014. A fine 2020 ci sono 4mila attività guidate da donne in meno rispetto al 2019. Male anche per i giovani imprenditori. Sono più di 528 mila le imprese di uomini e donne con meno di 35 anni in Italia nel 2020, pari all’8,7% di tutto il sistema produttivo nazionale. Erano 575 mila nel 2019, quindi sono circa 40 mila (-7,4%) le aziende di ragazze e ragazzi che si sono perse nell’ultimo anno. Rispetto al 2015 si registra un calo di 80mila unità.

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