Cota costretto a fare il presidente. E a cercarsi un futuro… in Albania

di TONTOLO

La Bresso ha perso un altro ricorso contro l’elezione di Cota alla presidenza del Piemonte, ma ha annunciato un nuovo procedimento. Auguri! Se Atene piange, Sparta però non ride. Cota non lo ammetterà mai, ma aveva sperato che la sua risicata elezione fosse annullata quando c’era stato il primo ricorso. Questo non per amore di giustizia (in effetti lui ha vinto grazie a una lista di pensionati con firme taroccate), ma perché il giovanotto sarebbe stato beneficiato dalla posizione di “vittima del sistema”, si sarebbe tolto di torno la rogna di una maggioranza infida e di un compito difficile, e – circondato dall’alone di “perseguitato” – sarebbe trionfalmente tornato al governo come ministro (si era liberato il posto di Zaia) o come sottosegretario. Stare a Roma è più facile e politicamente remunerativo che una carica operativa rognosa ed è per questo che Cota non ha mai smesso di frequentare i talk show nazionali, dove pontifica imperturbabile su ogni dettaglio dello scibile umano.
Sfumata l’opzione governativa, oggi la sua posizione è molto più difficile. Preso fra l’incudine di una sentenza che lo costringe a fare il presidente della Regione (con alleati sempre più “avvisati” e con la frotta di incapaci che gli sono rimasti attorno dopo le sue radicali epurazioni nella Lega) e il martello della incompatibilità con la carica di Segretario nazionale che gli sta confezionando la nuova gestione del partito (non è molto amato dai “barbari sognanti”), non ha molta scelta. Sperava di lasciare la Presidenza e di fare il Segretario nazionale in attesa di altri incarichi più prestigiosi (da anni studia “da Bossi”), invece dovrà mollare la Segreteria e fare il Presidente finché dura, e poi cercarsi un’occupazione. Il ragazzo è sveglio e intelligente e potrà scegliere fra tante opzioni: un agriturismo in Albania, uno studio legale con la moglie magistrato, il vice-preside della Scuola Bosina, oppure potrebbe anche tentare la fortuna in un’altra formazione politica. Roba tipo l’Udc (per tradizione di famiglia), o Montezemolo o il nuovo partito di Berlusconi: avrebbe già il guardaroba e la faccia adatti.

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