Cosa prevede il nuovo decreto dei Migliori. Obbligo vaccinale per i sanitari, previste sospensioni e blocco stipendio

Stop alla zona gialla in Italia fino al 30 aprile, anche se possono essere possibili deroghe. Lo prevede una delle bozze del decreto legge, che verra’ esaminata dal Consiglio dei Ministri convocato alle 17,30. La bozza, se verra’ confermata, prevede che, dal 7 aprile al 30 aprile, nelle Regioni in zona gialla “si applicano le misure stabilite per la zona arancione”. Comunque, “in ragione dell’andamento dell’epidemia, nonche’ dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini, con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili, con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga” e “possono essere modificate le misure stabilite”. E ancora, per lo stesso periodo, le misure stabilite per la zona rossa si applicano anche nelle regioni nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi e’ superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti, sulla base dei dati validati dell’ultimo monitoraggio disponibile.

Dal 7 aprile al 30 aprile, e’ assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale – si legge nella bozza in entrata al Cdm – lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia e dell’attivita’ scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, cioe’ la prima media. La misura non puo’ essere derogata da provvedimenti dei presidenti delle Regioni. Nella zona rossa, si legge nella bozza, le attivita’ didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado nonche’ le attivita’ didattiche della scuola secondaria di secondo grado “si svolgono esclusivamente in modalita’ a distanza”. Nelle zone gialla e arancione, invece, le attivita’ scolastiche e didattiche per il secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza. Nelle stesse zone gialla e arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attivita’ didattica, “affinche’ sia garantita l’attivita’ didattica in presenza ad almeno il 50%, e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza”. La punibilita’ dei medici e infermieri, o chiunque altro somministri il vaccino anti Covid, e’ esclusa “quando l’uso del vaccino e’ conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorita’ e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del ministero della Salute relative alle attivita’ di vaccinazione”. Nel dettaglio, la bozza del decreto legge in entrata al Cdm, interviene sugli articoli 589 e 590, cioe’ l’omicidio colposo e lesioni personali colpose.

Una delle bozze del decreto legge, in discussione al Consiglio dei Ministri, prevede anche l’obbligo vaccinale anti Covid per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attivita’ nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali. La vaccinazione non e’ obbligatoria o puo’ essere omessa o differita – si legge ancora nella bozza – solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestato dal medico di medicina generale.

Obbligo di vaccinarsi, con possibilità, in caso di rifiuto, di essere sospesi o demansionati, fino ad arrivare alla sospensione dello stipendio se necessario. E’ quanto prevede la BOZZA dl sul tavolo del Cdm, a proposito del dibattuto tema degli operatori sanitari no vax. “Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”, viene messo in chiaro nel testo. La vaccinazione è obbligatoria ma “può essere omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestato dal medico di medicina generale”. Quanto un dipendente non risulta vaccinato, nonostante l’obbligo di sottoporsi a somministrazione, “l’azienda sanitaria locale competente accerta l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne dà immediata comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. L’adozione dell’atto di accertamento da parte dell’azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2”.

Il datore di lavoro “adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori”, ma “con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a diverse mansioni non è possibile, per il periodo di sospensione di cui al comma 9, non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato”. La sospensione “mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021”.

 

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