Cosa potevamo aspettarci dal governatore che corre per Roma?

di ROBERTO BERNARDELLICatalonia_is_not_spain

La mossa strategica del Pd per evitare il referendum sull’autonomia piace al governatore Maroni, è chiaro a tutti. Puntanto a darci quello che Maroni ha promesso in campagna elettorale, il 75% delle tasse a casa nostra? Interessante, siamo proprio certi che Renzi dirà subito di sì.

I lombardi, disinformati, non sanno neppure cosa sta accadendo sopra le loro teste.

Siamo come tra Scilla e Cariddi. Da una parte le oligarchie finanziarie, dall’altra i partiti che cavalcano il malcontento, funzionali alle oligarchie. In mezzo c’è il mare in tempesta e noi sulla zattera. C’è la zattera, e parliamo in questo caso di quella italiana, e di quella greca, perché a parte i falsi invalidi e i baby pensionati italiani e greci, ci sono pure i poveracci, che non hanno altra scelta se non quella di votare o parteggiare per chi dice che sconfiggerà Scilla anche con un referendum che non cancella le colpe dei padri. Basta spalmare democraticamente le perdite. Così Tsipras ha saputo tenere buoni i suoi, ricordate? Disse picche al piano di austeriry dell’Europa.

In realtà, i Varufakis e gli Tsipras così come il nuovo ministro all’economia, sono l’alta borghesia che ha studiato a Cambridge, sono l’importazione greca della chiacchiera  della sinistra che socializza le perdite, somigliano ai Vendola e ai Crocetta. E’ la politica  che fa passare per referendum il principio che i privilegi accumulati dalla pubblica amministrazione statalista debbano essere pagati anche da noi. Alla fine, è il popolo alla fame, senza alternative, a salvare i carnefici. Un’alternativa in Italia o in Grecia, d’altra parte, non c’è. Si vota per disperazione un partito senza classe politica, pur sapendo che non governerà ma che ne avrà abbastanza di stare all’opposizione per prendersi la parte che gli spetta.

Anche i lombardi hanno gioito per la vittoria del referendum, mesi fa. Hanno gioito per una vittoria altrui, come quella di Atene. D’altra parte i cambiamenti li hanno sempre vissuti così, perché sono sempre arrivati da fuori. Di quale cambiamento sono stati protagonisti i lombardi?

A dirla tutta, in questo momento, potevano avere tra le mani un referendum tutto loro per contarsi e gridare che vogliono che i loro soldi restino dove se li sono guadagnati. La nascita non casuale di un comitato per promuovere il referendum e pungolare Maroni affinché convocasse la consultazione, aveva questo scopo. Non ci stupiamo tuttavia che proprio il primo cittadino dei lombardi stia facendo il possibile per convicerci che è meglio trattare piuttosto che votare.

Non aspettiamoci scatti di orgoglio! Né aspettiamoci che i lombardi, come i catalini, occupino le loro strade per manifestare. Questa borghesia abituata a far festa all’arrivo di Napoleone, trova comodo che qualcun altro pensi a dirigere il potere. Tanto, in Italia il popolo ha sempre e solo pagato.

Con la differenza che quanto sta accadendo in Catalogna fa sfigurare di vergogna la debolezza politica di Lombardia e Veneto, silenziose e concilianti.

Chi resta sulle barricate? Fate voi….

Presidente Indipendenza Lombarda

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