Corte conti, lo Stato è morto. Assuefatti a corruzione dell’Italia unita

di ROBERTO BERNARDELLIitalia

Onestamente, che dire? L’Italia corre il rischio di assuefarsi alla corruzione, dice la Corte dei conti. Cara Corte, non c’è il rischio, è già assuefatta. Primo: i delinquenti sono in giro, gli onesti sono processati per eccesso di legittima difesa. Secondo: Roma mafia capitale è l’emblema di come funzioni la cosa pubblica. Per decenni hanno mangiato, e mangeranno ancora. Arriveranno altri Buzzi e altri ancora operano indisturbati. Al Nord gli appalti sono decisi dalla Ndrangheta. Le attività commerciali sono acquistate dalla Ndrangheta. Terzo: non occorre essere eletti per governare e decidere le leggi. Il paese dei nominati è corrotto? Per forza.

Al Sud che ne parliamo? Il sistema complesso della burocrazia è fatto apposta per inculare il prossimo. Per punire i coraggiosi.

Non c’è spazio per la rinascita, in questo paese, è il sistema che è fallito. E’ lo stato nazionale senza sovranità che fa acqua da tutte le parti: dipendiamo dalla Bce. Se possiamo o meno fare la spesa, dipende dalle banche, dalla Borsa.

Ha ragione il presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, quando dice che non si può lasciare che “prenda forza l’idea di una società incapace di compiere scelte collettive, di perseguire, a livello di amministrazione pubblica, obiettivi concreti e di garantire un sistema di servizi efficiente e sostenibile”.

Ma ogni anno, presidente, è sempre la stessa solfa. E’ prioritario, è indifferibile, è necessario, è auspicabile…. “riorganizzare le strutture dello Stato – puntando a che queste rispondano, con rapidità e trasparenza, ai bisogni dei cittadini”. Il problema  è questo Stato. Immutabile  e intoccabile. L’autonomia è un tabù, l’autodeterminazione è vietata per volontà del governo, l’Italia è una e indivisibile, la Costituzione l’ha scritta Mosè. Avanti così che va bene…. A noi non va bene per niente. E se il futuro passa per l’alleanza tra Berlusconi e Salvini, siamo fritti un’altra volta.

Presidente Indipendenza Lombarda

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