Il Corriere, Renzi e la massoneria. Scazzo forte tra poteri forti

di STEFANIA PIAZZOmassoni

“Buon lavoro di squadra”, chiudeva così il fondo del direttore del Corriere della Sera, il 24 settembre.

Ombre massoniche nelle trame governative… parole esplicite e un vaffa al premier Renzi. Che è un po’ come dire, dall’alto della verginità di via Solferino, che i poteri forti, altri poteri diversi da quelli che dirigono l’azione di governo, hanno già scaricato il capo del governo o, almeno, gli hanno mandato un messaggio non cifrato, inviato un pulpito scelto non a caso perché il bravissimo De Bortoli, la mattina non si è alzato e ha deciso di togliere la fiducia al premier per conto … mica di se stesso o della redazione… O vogliamo credere che sia andato così? Magari!  Se in questo paese la libertà di stampa fosse reale e se i giornali non avessero editori che sono parte del grande capitale e quotano in borsa le loro società che controllano la stampa, e anche altro, potremmo pure pensare che per una volta la sberla sia stata assestata bene.

Ma che dal Corriere, integerrimo difensore della verità e dell’oro colato – vero? – arrivasse una così precisa indicazione…. fa pensare che lo scazzo sia forte ma tra poteri forti. Non tra il popolo e Renzi.

Il luogo già di per sè ha la sua storia…

Usiamo a questo punto lo stesso archivio del Corrierone (21 maggio 2001, articolo di Gianluca di Feo):

Il titolo è: P2, lo scandalo che fece tremare l’Italia.

“GLI ISCRITTI – Dopo la pubblicazione della lista, tutti smentiscono l’ appartenenza alla P2. Solo Maurizio Costanzo e il deputato socialista Fabrizio Cicchitto ammettono di essere stati nella loggia. Il 28 maggio Enzo Biagi con un intervento sul Corriere invita le persone citate nell’ elenco a farsi da parte: tra i primi a dimettersi c’ è l’ allora direttore del Corriere Franco Di Bella, poi quello del Gr1 Gustavo Selva. Molti negano ogni rapporto con la P2, come il segretario del Psdi Pietro Longo o il ministro socialista Enrico Manca; altri precisano di avere soltanto incontrato Gelli. Silvio Berlusconi, ad esempio, dichiara che non avere mai completato la sua domanda di iscrizione ma i giudici non gli credono: viene condannato per falsa testimonianza, reato poi amnistiato. IL CASO CORRIERE – La situazione del Corriere della Sera appare particolarmente delicata. Negli elenchi ci sono anche l’ editore Angelo Rizzoli e il direttore generale Bruno Tassan Din. Si scopre come dalla fine del ‘ 76 Gelli e il finanziere Umberto Ortolani abbiano sfruttato l’ indebitamento della società per tentare di conquistare il controllo azionario della Rizzoli con capitali forniti da Roberto Calvi e dalla banca vaticana Ior. Il tutto nell’ ambito di un progetto più esteso – il cosiddetto «Piano di rinascita democratica» – che prevede il dominio dei mass media”.

Mica male. Scriveva l’attento Alessandro Da Rold nel luglio scorso su linkiesta, del “Corriere della Sera, vera e propria scatola di poteri forti e meno forti, tra Mediobanca, lo stesso Della Valle e banche di sistema come Intesa San Paolo di Giovanni Bazoli. Gli editoriali di Antonio Polito e Ernesto Galli della Loggia, ormai sempre più incalzanti, seguono la scia di quello che all’estero continua a ripetere a gran voce da qualche settimana l’Economist. «Può Matteo Renzi salvare l’Italia? O si dimostrerà inefficace come gli altri prima di lui?» scriveva una manciata di giorni fa il settimanale britannico”.

Ma sarebbe bello, più di ogni altra cosa, sentire il parere di Dino Buzzati. Il Corriere della Sera lo aveva ben descritto nel suo Deserto dei Tartari. Isolato e solo, accantonato dai poteri forti, che già allora facevano a botte per controllare la verità, alla ricerca della verità più vera, s’intende, che avrebbe pensato del Corriere di oggi, Savonarola della moralità pubblica, in guerra ufficialmente con la massoneria? E quale? Quella dentro il governo?  Le altre massonerie, invece? Stanno bene? Così, giusto per curiosità.

Poi, vogliamo parlare dell’Europa, di Bruxelles? Perché non avere il coraggio di augurare anche a loro buon lavoro di squadra?

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