Corona in fuga, paradigma di un’Italia ormai senza speranza

di TONTOLO

L’Italia e gli italiani stanno nella cacca, ma in tanti riesco ad appassionarsi alle gesta di tal Fabrizio Corona,uno che si è arricchito sfruttando la enorme notorietà acquisita grazie alle vicende di “vallettopoli”, inneggiato come un novello Robin Hood che toglieva ai ricchi con il raggiro ed il ricatto. Uno che oggi, nel momento in cui dovrebbe stare in galera, si prende beffa di tutto e tutti e viene nuovamente osannato, perché prende per il culo il potere giudiziario (che potrebbe anche essere una cosa che suscita una certa simpatia…). Sia chiaro, Corona fa quello che vuole della sua vita e ne subisce le relative conseguenze. Ciò che fa pensare, di certo in negativo, è che in questo Paese ormai marcio un personaggio di tal fatta riesca a mobilitare schiere di appassionati e di sostenitori, soprattutto in rete: ”Fabrizio free for ever”, ”Corona senatore a vita”, ”Non tornare mai piu”, ”Sei un grande”, ”Gli stupratori sono fuori e vogliono mettere dentro te 5 anni per aver ciucciato 50 mila euro a uno che ne guadagna 20 volte tanto”, alcuni dei commenti favorevoli. Altri addirittura gli inviano le idee per progetti di start-up, sperando che lui le finanzi. Mi spiace dirlo, ma lo Stivale è ormai morto: tra un Corona osannato e un profetto che piange false lacrime davanti alla tragedia dell’Aquila, e che poi ride a crepapelle al telefono ricordando la propria sceneggiata, dove vogliamo andare? A puttane… Ci consola solo la storia di quell’alpino solitario dell’Ossola, Walter, che, sotto dialisi da anni, ha rinunciato al trapianto di rene per lasciare posto a qualcuno con famiglia: due giorni fa è morto sotto le macchine. Amen.

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