LA COREA DEL NORD DEPONE LE ARMI… ATOMICHE

di SANDRO KNOS

Si allenta la tensione in Corea del Nord. Con una decisione che potrebbe innescare una vera e propria svolta nei rapporti con l’Occidente, la Corea del Nord ha accettato la sospensione di test nucleari, lancio di missili a lungo raggio e arricchimento dell’uranio nell’impiano di Yongboyn, il cuore del programma nucleare di Pyongyang, dando inoltre il via libera all’ingresso degli ispettori dell’Aiea.

Il sì alla moratoria è stato sbloccato dall’impegno di Washington all’invio di consistenti aiuti umanitari per l’isolato regime del ‘supremo comandantè Kim Jong-un, il quale a sole due settimane dalla sua nomina dopo la morte del padre, sembra così voler condurre il paese comunista fuori da quel cono d’ombra diplomatico in cui da anni si trova. La svolta dell’ottava potenza atomica mondiale era stata anticipata ieri dal “New York Times” e ha trovato conferma, qualche ora dopo, in un dispaccio dell’agenzia ufficiale nordcoreana. La moratoria secondo il ministero degli Esteri di Pyongyang è legata ad una precisa richiesta degli Usa ed è tesa a – così si legge – “mantenere un’ atmosfera positiva” in quelli che vengono descritti come colloqui bilaterali «di alto-livello» con Washington. E gli Usa – ha precisato il ministero nordcoreano – in cambio della moratoria hanno promesso di fornire 240mila tonnellate di aiuti alimentari con la prospettiva di intensificare il loro apporto e di dare priorità, una volta ripresi i colloqui a sei, allo stop alle sanzioni contro il regime.

La decisione di Pyongyang apre un cruciale spiraglio per la ripresa dei negoziati sul disarmo nordcoreano con Usa, Giappone, Russia, Cina e Corea del Sud. Colloqui che il regime del defunto leader abbandonò nell’aprile del 2009, facendo ripiombare la questione in un inquietante silenzio. La svolta di ieri è stata quindi salutata con prudente ma fermo entusiasmo dai principali interlocutori di Pyongyang. Tokyo e Seul l’hanno definita un “importante passo avanti”, auspicando ulteriori progressi mentre l’Agenzia atomica Internazionale, dando il benvenuto a questo «importante passo avanti», si è detta pronta ad inviare i propri ispettori nell’impianto di Yongboyn. Più cauta la reazione degli Usa.

Il segretario di Stato statunitense, Hillary Clinton, ha parlato di “primo, piccolo passo nella giusta direzione”, aggiungendo poi che Washington ha in merito ancora “profonde preoccupazioni” e continuerà a vigilare. Per il Dipartimento di Stato, quindi, l’annuncio di oggi riflette “un importante, seppur limitato, progresso” nella posizione nordcoreana su uno dei principali punti di attrito con gli Usa, decisi a non abbassare la guardia sul tema del disarmo: Pyongyang, che nel 2006 e nel 2009 ha condotto due importanti test nucleari, non è infatti nuova a repentini passi indietro.

Questa volta, però, il disgelo era stato preannunciato da un positivo incontro, avvenuto la scorsa settimana a Pechino, tra i negoziatori del regime e l’inviato americano per la Corea del Nord Glyn Davis. Il colloquio aveva di fatto aperto le porte all’accordo di oggi, ed era stato il primo del suo genere dalla morte di Kim Jong-il e dalla salita al potere del giovane terzogenito, Kim Jong-un. La nuova guida della rivoluzione, con il Paese attanagliato da una devastante crisi alimentare, sembra così aver dato il suo placet ad un iniziale riavvicinamento con l’ex nemico percorrendo all’inverso quel sentiero tracciato da tempo dagli ayatollah iraniani, protagonisti del recente riaccendersi delle tensioni con l’Occidente proprio sulla questione nucleare.

E quando si dice Occidente, il riferimento alla Corea del Sud è d’obbligo.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

SE NON CI AMMAZZA IL CANCRO, CI AMMAZZERA' LA CHEMIO!

Articolo successivo

LA RAPPRESENTAZIONE MODERNA DEL CITTADINO ITALICO