Corea del Nord: la guerra può scoppiare da un momento all’altro

di REDAZIONE

La Casa Bianca bacchetta ancora la Corea del Nord per la sua condotta ”inaccettabile” e il G8 dei ministri degli Esteri, da Londra, rincara la dose e ”condanna” nei termini piu’ forti possibili gli sviluppi su armi nucleari e tecnologia dei missili balistici, includendo le provocazioni. Ed in serata il presidente Barack Obama da Washington – dopo un faccia a faccia con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon – sostiene che ”nessuno vuole vedere un conflitto nella penisola coreana”. Al contempo, esorta Pyongyang a metter fine al suo ”atteggiamento aggressivo”. Seul ha confermato che il Nord e’ in condizioni di testare un missile (o piu’) a ”breve” e ”da un momento all’altro”, dopo aver spostato ripetutamente un numero indefinito di vettori sulla costa orientale per sfuggire al monitoraggio satellitare. I vettori ”sono stati sistemati all’interno e poi portati fuori da un capannone”, come depistaggio, ha detto una fonte di intelligence sudcoreana alla Yonhap.

Mentre, nel mezzo delle tensioni, il ministro dell’Unificazione, Ryoo Kihl-jae, ha detto a Seul che ”la normalizzazione del distretto di Kaesong deve essere raggiunta attraverso il dialogo”, auspicando che il Nord ”si faccia avanti per un tavolo di trattative su tutte quante le questioni che vuole sollevare”. Uno o due vettori Musudan, capaci di coprire fino a 3-4.000 chilometri, sarebbero sulla rampa e gia’ orientati, pronti per essere lanciati, in base alle ipotesi del ministero della Difesa giapponese, riprese dai network tv. Potrebbe essere pero’ anche un ”bluff”, perche’ dalle analisi sulle immagini satellitari non e’ escluso un ”vero depistaggio”. Insomma, i preparativi ci sono e, al momento, mancherebbe l’ordine che non e’ giunto in giornata in occasione del primo anniversario della nomina del ‘giovane generale’ Kim Jong-un a primo segretario del Partito dei Lavoratori. A livello verbale i toni da Pyognyang sono sempre alti, nell’imminenza della ‘festa del Sole’, il 15 aprile dedicato al 101/mo anniversario della nascita del fondatore dello Stato, ‘il presidente eterno’ Kim Il-sung.

”La guerra puo’ scoppiare da un momento all’altro e cio’ che resta da fare e’ una punizione spietata per i nemici”, e’ stato il commento del Comitato nordcoreano per la riunificazione pacifica della Patria che gestisce le relazioni tra i due Paesi. La dichiarazione, diffusa attraverso la Kcna, ha assicurato che ”le azioni di minimizzare una serie di minacce passate”, derubricate a semplice ”guerra psicologica” e ”propaganda”, costituiscono ”errori gravi”. Zhang Lianghui, uno dei maggiori esperti di Corea del Nord della Cina, ha stimato nel 70-80% di probabilita’ che la crisi in corso possa sfociare in una guerra aperta, ”perche’ il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-un vuole usare questa occasione per arrivare alla riunificazione della penisola coreana”.

Fatto sta che, secondo quanto appreso dall’ANSA, a Pyongyang migliaia di persone sono tornate a lavorare nei campi in vista dei raccolti, mentre anche sulla linea di confine con il Sud i soldati sono stati spediti a produrre fertilizzanti o destinati ad altri lavori agricoli. Al confine di nordovest con la Cina si e’ tenuta l’esercitazione inconsueta di cinquanta paracadutisti a Sinuiju, citta’ separata dalla cinese Dandong dal fiume Yalu. Se l’intenzione e’ ottenere il massimo clamore, l’occasione potrebbe essere domani con l’arrivo a Seul del segretario di Stato americano, John Kerry, impegnato in un tour de force che include Pechino e Tokyo. Di fronte alle minacce nordcoreane servono ”coesione, fermezza e unita’ di intenti”, ha detto il premier Mario Monti, a Londra in veste di ministro degli Esteri ad interim.

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