CONVENTION DI JESOLO, SISTEMA DEI PARTITI E DEI PROGETTI

di VITTORIO SELMO*

La massima categoria della Storia è la continuità. Ogni tentativo di spezzarla ha sempre visto la ricomposizione del suo procedere.

Il limite insuperabile di Lega Nord è l’incapacità ideativa, l’improvvisazione dei suoi esponenti e l’impotenza definitiva a produrre un sistema di pensiero organico e “rivoluzionario”. A conti fatti l’iniziale successo di Lega Nord era dovuto all’idea di indipendenza, peraltro da sempre sottesa alla prima Liga Veneta, di cui non a caso Lega Nord acquisiva ben presto il simbolo, il contenuto ed il criterio di rapporto diretto ed immediato col territorio (schema delle “funzioni civili” delle antiche parrocchie venete). Ciò è tanto vero che, oggi, quello che rimane della sua credibilità è ancora nei singoli amministratori eletti da ciascun territorio. Troppo poco e troppo vago per una compagine che prometteva la riforma in senso “politico”, cioè istituzionale dello Stato.

Il progetto leghista di dislocazione di oneri e strutture amministrative dal centro alle regioni conserva le ripartizioni amministrative regionali con leggi di delega di poteri e sostituibilità dello Stato nel legiferare localmente (devolution): una pallida attuazione dell’art. 5 della Costituzione Italiana. La scoperta dell’acqua calda. Così come il principio di responsabilità delle amministrazioni locali per le spese di ciascuna.

Con gli enormi capitali a sua disposizione Lega Nord avrebbe ben potuto produrre almeno un centro di studi politici per l’autentica riforma dello Stato, invece di emarginare le teste pensanti che davano ombra (Miglio). Avrebbe meritato credibilità anche in questo momento che vede Lega Nord definitivamente demolita. E poi, l’idea di Lega Nord di costruirsi una Padania a prescindere dalla specificità dei suoi distinti popoli era prima di tutto antistorica.

L’incontro di 25 distinte denominazioni politiche per discutere a Jesolo il 26/27 maggio 2012 sulla riconquista dell’indipendenza, è nella continuità della nostra storia veneta. I movimenti, i partiti e le iniziative venete per l’indipendenza, nonostante l’apparente loro contrapposizione restano effettuali fasi di un unico processo verso l’autodeterminazione  del Popolo Veneto.

Stato Veneto (registrato a Verona l’ 8.6.2007 da non confondersi con il Partito Veneto Stato fondato nel 2010) (www.statoveneto.com;www.statoveneto.eu;statoveneto@hotmail.it) ed il Comitato per il Referendum (12 maggio 2017) per l’autodeterminazione (www.statovenetoreferendumindipenden-za.com) propongono la:

indipendenza non già quale punto di arrivo, ma condizione per rifondare il concetto di Stato e delle sue funzioni; anzitutto con la

restituzione integrale dei propri poteri originari ai Municipi ed alle Comunità venete;

eliminazione della rappresentatività politica mediata ed esaurita del Sistema dei Partiti e sua sostituzione con la rappresentatività diretta del Sistema dei Progetti entro le Municipalità; quindi con la rappresentanza delle Municipalità entro lo Stato Veneto.

Agli interessi individuali e dei partiti, Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) ed il Comitato per il Referendum per l’autodeterminazione (www.statoveneto referendumindipendenza.com) oppongono il “capitale” della straordinaria ricchezza e varietà dei valori umani  delle nostre specifiche Comunità, per la cui affermazione è indispensabile l’autodeterminazione del Popolo Veneto.

*statoveneto@hotmail.it

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3 Comments

  1. stato veneto, da non confondersi con veneto stato.
    non è in questo modo che si raggiunge l’indipendenza.
    siete pagati da qualcuno per fondare partiti da prefissi telefonici ? non come la lega, pagata profumatamente per mantenere l’unità di questo turpe paese.
    per voi sono bastati un bianco e un nero ? oppure lo fate per civetteria ?

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