Contro il MES la Germania ha presentato un altro ricorso

di REDAZIONE

Alternative o piani ‘B’, a Berlino, non ce ne sono. Per il prossimo 12 settembre, quando la Corte costituzionale tedesca pronuncera’ il suo verdetto sul fiscal compact e sul fondo salva-Stati Esm, il governo della cancelliera Angela Merkel contempla un solo risultato possibile: ‘via libera’. Nonostante ieri un nuovo ricorso d’urgenza rischi di far slittare la sentenza, con gravi ripercussioni sulla crisi del debito.

In Germania – dove cresce il malumore tra i ‘falchi’ che si annidano anche nella stessa coalizione della cancelliera – un parlamentare della Csu, Peter Gauweiler, gia’ tra i protagonisti del primo appello (con 37mila promotori il piu’ partecipato della storia repubblicana tedesca), ha annunciato di aver fatto nuovamente ricorso ai giudici di Karlsruhe. Con il piano di acquisto di bond dei Paesi deboli annunciato dalla Bce, argomenta il deputato euroscettico, cambia sostanzialmente l’equilibrio delle misure di salvataggio e, dunque, la materia in corso di giudizio. Per questa ragione, Gauweiler chiede alla Corte di far slittare il pronunciamento sui ricorsi presentati fino a che l’Eurotower non abbia rivisto – cioe’ ritirato – l’Outright Monetary Transactions (Omt), il piano annunciato giovedi’ dal presidente della Bce, Mario Draghi.

Il supermercoledi’ europeo, il prossimo 12 settembre, rischia cosi’ di perdere uno dei suoi protagonisti. Nel giorno in cui il presidente della commissione europea, Jose’ Manuel Barroso, terra’ il discorso sullo Stato dell’Unione a Strasburgo, dove sara’ anche presentata la proposta per l’Unione bancaria, mentre nei vicini Paesi Bassi e’ in programma il voto anticipato, rischia di slittare proprio l’attesissima sentenza dei giudici di Karlsruhe. Che darebbe finalmente il via all’attivazione dell’Esm, con mesi di ritardo. La notizia, che ha avuto una notevole eco sui media tedeschi – i quali, tuttavia, non credono troppo al rinvio -, al momento non ha provocato reazioni da parte del governo, ne’ dalla Corte costituzionale. Praticamente tutti nell’esecutivo di centrodestra, ma anche tra le fila dell’opposizione di Spd e Verdi, si dicono convinti che la Corte boccera’ i ricorsi. Magari richiamando di nuovo al rispetto delle prerogative parlamentari, come avvenuto in precedenti occasioni. Abbiamo fatto bene attenzione che i fondi di salvataggio non confliggessero con la costituzione, aveva rassicurato il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, intervistato dalla Bild am Sonntag. Lo stesso Schaeuble che pochi giorni fa si era detto piu’ preoccupato per il voto olandese che non per la sentenza di Karlsruhe. Non c’e’ altro tempo da perdere: dalla crisi dell’euro la Germania e l’Europa devono uscire presto, prima che si aggravi il rischio recessione. Magari con un po’ meno ”isterismi” e piu’ coraggio e consapevolezza delle proprie capacita’, ha ricordato il presidente della Repubblica federale tedesca, Joachim Gauck. ”Siamo di fronte ad un periodo di incertezza, non a un baratro”, ha detto a Berlino. La Germania giochi il suo ruolo in Europa, ha aggiunto Gauk: niente ‘guide tedesche’, ma Berlino faccia valere ”la propria grandezza e la propria esperienza”. Guarda caso, proprio quel che temono alcuni partner europei.

FONTE: ANSAmed

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