INCAZZATINERI, LA NUOVA CAMPAGNA CONTRO IL CARBONE

di REDAZIONE

Parte la nuova campagna della coalizione Fermiamo il carbone «contro il combustibile più vecchio e sporco che c’è» che ha dato vita a un nuovo sito, www.incazzatineri.it, per condividere e diffondere le ragioni della sua contrarietà all’uso del carbone nelle centrali elettriche italiane. Promotori della coalizione Fermiamo il carbone sono Aiab, Alternativa, AltraMente scuola per tutti, AltroVe, Arci, Auser, A Sud, Cepes, Circolo AmbienteScienze, Comitato Energiafelice, Comitato SÌ alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento Veneto contro il carbone, Ecologisti Democratici. Con loro a promuovere l’iniziativa anche Eurosolar, Fairwatch, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Forum Ambientalista, Greenpeace, ISDE-Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lega Pesca, Libera Tv, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Movimento Ecologista, OtherEarth, Rete della Conoscenza (Uds-Link), RIGAS, Slow Food Italia, Sos Rinnovabili, Terra! Onlus, Vas, Wwf, Ya Basta. Il carbone sottolineano, è «una scelta che va contro ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, contro la salute, lo sviluppo del territorio dell’agricoltura, del turismo e della pesca e contro l’occupazione. Le 38 associazioni che compongono la coalizione sono diversamente impegnate sul territorio contro la riconversione di impianti esistenti, come Porto Tolle e Rossano Calabro, o la realizzazione di nuovi gruppi, a Vado Ligure e Porto Torres o a Saline Joniche.

Sul sito il manifesto della campagna recita: «Siamo incazzati neri. Neri come il carbone, la fonte di energia più vecchia e sporca che c’è. Mortale per gli esseri umani, per l’ambiente, per il clima. Dopo lo schiaffo sul nucleare, la lobby dell’energia ha deciso di investire sul carbone. Dicono che conviene». In Italia, sottolineano ancora le 38 associazioni, «abbiamo già 13 centrali a carbone, 13 mostri che ogni giorno riversano nell’aria tonnellate di veleni. La centrale di Brindisi è tra i 20 impianti più inquinanti d’Europa. Ma dicono che il carbone conviene». «Non parlano -proseguono ancora le associazioni- di efficienza energetica, di fonti rinnovabili, delle vere alternative alla sfida dell’energia. Non parlano delle emissioni di CO2, non dicono che il carbone è il principale responsabile dei cambiamenti climatici. Non mettono nel conto i morti di Monterosso e di Genova, i danni delle alluvioni, le multe per non aver rispettato gli impegni sulla riduzione delle emissioni. Perchè non sono loro a pagare, siamo sempre noi». Ma c’è una novità. «La novità -tagliano corto- è che non possiamo più tollerare questa politica energetica cieca e irresponsabile, questa gente che fa il suo interesse sulla pelle degli altri».

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