SARDI: PER ORA NON FAREMO BLOCCHI STRADALI

di REDAZIONE

Tramatza (OR) – Martedì 24 gennaio scorso, il Movimento pastori sardi, il Movimento artigiani e commercianti liberi, l’IRS – indipendentzia Repubrica de Sardigna, gli autotrasportatori di Sardegna in movimento, Sardigna Natzione Indipendentzia, Movimento anti-equitalia, il Presidio di Viale Trento, le Donne del digiuno di viale Trento e i Pratici si sono riuniti in assemblea per fronteggiare la drammatica condizione della Sardegna.

Hanno discusso sulla necessità di non commettere errori e danni alla nostra già precaria economia e al nostro popolo, evitando momentaneamente i blocchi stradali.

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3 Comments

  1. Nessuna polemica, anzi ben accetto il confronto. L’incoerenza sta nel sostenere un movimento quale quello dei pastori che richede come soluzioni le solite misure assistenziali targate regione o stato, ma comunque sempre inutili e di vecchio stampo assistenzialista. In alcune misure invocate incoerente, quale compagnie di bandiera sarde per i trasporti, energie rinnovabili, prodotti agricoli: ricalca modelli corporativi e di lobby italiote che non perché fatte dai sardi risulteranno migliori.
    Dego naro chi no depimus pedire nudda a s’istadu italiota, nos dien petzi s’indipendentzia. Atteru non cherjo, gai ja amus a essere cantu ‘e pare.

  2. @Bustianu, potresti cercare di argomentare meglio la tua affermazione quando, riferendoti a Gavino, parli di incoerenza nelle soluzioni e nelle alleanze?
    Nello specifico, quali soluzioni e alleanze sarebbero incoerenti e rispetto a cosa?
    Lo chiedo senza nessuna polemica,
    grazie
    Andrìa

  3. Onore a Gavino, uomo dal fiuto non comune nel comprendere i problemi e le esigenze concrete della gente sarda, ma incoerente nelle soluzioni che prospetta e nelle allenaze che stringe per portare avanti la causa indipendentista sarda. Contraddizioni potenti causa della scissione di Irs operata da una parte consistente della base e di un nucleo della dirigenza dello stesso Irs. Gavino impersona il tentativo, non ancora riuscito, di fondere l’indipendentismo pragmattico fatto di azioni e l’indipendentismo da salotto spesso fatuo e più portato alle elucubrazioni teoriche d’accademia, quest’ultimo ancora distante dalla realtà del quotidiano sentire dei Sardi.

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