Conferenza fine anno di Conte. Esplode polemica su giornalista “zittita”

Finale col botto di polemiche per l’intervento della collega Claudia Fusani nel corso della conferenza stampa di fine anno del premier Giuseppe Conte.

La giornalista, non soddisfatta della risposta del premier, avrebbe tentato di incalzare Conte, col risultato di non ottenere più la parola. Una domanda a testa, queste erano le regole. Ma il giornalismo è davvero questo per il sistema?

Ecco alcuni commenti sulla vicenda.

Solidarietà alla collega giornalista @claudiafusani, zittita perché insisteva nel porre domande a cui il presidente #Conte non rispondeva nella conferenza stampa di fine anno. Il giornalismo italiano ha bisogno di raddrizzare la spina dorsale: questo episodio lo conferma. #Fusani”. Lo scrive su Twitter il deputato di Italia viva Marco Di Maio.

“Solidarieta’ alla giornalista Claudia Fusani, zittita niente meno che dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti durante la conferenza stampa di fine anno perche’ pretendeva risposte dal presidente del Consiglio, e non solo vuote parole di propaganda. Davvero un episodio brutto e preoccupante, che non ha precedenti. Viene da chiedersi: se non fosse stata una giornalista donna ma un uomo, sarebbe stato zittito allo stesso modo, addirittura con la richiesta di allontanamento dal microfono?”. Lo scrive su Facebook la deputata di Italia Viva Giusy Occhionero. “Sarebbero doverose – prosegue Occhionero – le scuse a Fusani sia dall’Ordine dei giornalisti sia dal presidente Conte, che non ha detto neanche una parola di solidarieta’. Impedire ai giornalisti di fare domande e avere risposte e’ l’esatto opposto di quello cui dovrebbero servire le conferenze stampa”.

“Da Conte i soliti metodi da dittatura, senza contraddittorio ne’ possibilita’ di critica. Senza le domande preparate di Casalino, non riesce a rispondere e costringe al silenzio. Solidarieta’ alla giornalista Claudia Fusani”. Cosi’ in una nota il componente della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone.

 

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