UNA SOLUZIONE CONFEDERALE PER UN POPOLO UNITO

di AUGUSTO MONDA

A udirla tutta l’Italia ha fatto progressi: da essere un popolo di poeti, scrittori, artisti, pizzaioli, suonatori di mandolini e soprattutto lavoratori molto stimati all’estero è diventato un popolo di “bamboccioni e di pretendenti di posti fissi”. In realtà bamboccioni non si nasce ma si diventa e il desiderio del posto fisso è sempre stato elemento di cultura e sicurezza individuale (non sostituibile da alcun surrogato di job evalutation) perché è il tramite per la creazione di famiglie, per l’apertura delle borse degli amici banchieri di Monti, per l’acquisto di stima sociale, per la scalata al potere quando questo è seriamente usato ed è infine progresso di tutto il popolo. Ma il punto non è nelle definizioni di cosa siamo e dove vogliamo andare.

Tutti parlano di affrontare la crisi economica, ma nessuno parla di crisi esistenziale del nostro paese, che è la vera madre di tutte le altre crisi.

Il problema centrale quindi si chiama “Costituzione dello Stato”: la nostra Costituzione è vecchia, inadeguata e malefica. Essa conserva privilegi voluti da rabbiosi antimussoliniani, sacche di caste e corporazioni dure a morire, meccanismi regolanti la vita comune che qualunque moderna media intelligenza può bypassare o peggio adattare settorialmente. Viviamo insomma in una atmosfera di sopraffazioni legali, di ribaltamenti concettuali della democrazia che per descriverli tutti sarebbe necessario farne un trattato. Secondo me ed alcuni altri, è questo il male! E questo male si sana attraverso profonde riforme che nulla hanno a che fare con quelle di Monti che sono castighi e manie esterofile spesso inutili.

Per prima cosa bisognerebbe “riscrivere” la pubblica amministrazione in modo da renderla virtuosa, economica e al servizio del cittadino.

Poi bisognerebbe “unire politicamente i popoli esistenti sul territorio” col rispetto delle loro diversità locali. Sarebbe utilissimo creare piccoli Stati confederati del tipo delle attuali Regioni che con i loro rappresentanti formino un Consiglio Confederale retto da un Presidente Confederativo. Si darebbe finalmente un taglio netto ai pazzeschi sprechi della attuale politica, cioè i veri colpevoli del nostro debito nazionale. 20 Grandi Consiglieri al posto dei mille e passa!

Le Federazioni avrebbero vita autonoma nel rispetto di regole costituzionali primarie e consterebbero di tanti membri paritetici quante sono le Province. Il segreto della rinascita moderna e civile è solo nelle Federazioni economiche e politiche che a lungo andare si ritroverebbero veramente sorelle in grado di fondare quel substrato intellettivo e nazionale (pur nel rispetto delle diversità culturali ) necessario per “sentire” d’essere un solo Popolo Unito e non solo di scrivere sulla carta queste “pie speranze”: Per essere un vero popolo italiano si deve passare dalle Federazioni!

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