Da Torino a Trieste, da Firenze a Venezia: Confederazione Serenissima

di STEFANO GAMBERONI

Riepilogando i punti chiave esposti fin qui negli interventi precedenti:

La statistica italiana tiene nascosta la realtà del paese

Cos’è il debito pubblico

Perché la cura di Monti non è la soluzione

  1. Le regioni tosco-padano-venete sono i territori del sistema economico e produttivo che da decenni e ancora oggi generano le risorse necessarie a sostenere il peso del debito.
  2. La restituzione del debito contratto dallo stato italiano è un problema anche internazionale poiché una buona parte dei soldi devono essere restituiti ad istituzioni banche e risparmiatori esteri.
  3. La soluzione di Monti e Napolitano non è auspicabile poiché è troppo lenta. Se mai si arrivasse all’obiettivo di rimborsare la metà del debito, ci vorrebbero due generazioni!
  4. Verosimilmente la cura Monti strozzerà il sistema economico produttivo tosco-padano-veneto e rapinerà le ricchezze private accumulate con tanti sacrifici dal dopoguerra ad oggi.

Qui propongo una soluzione non convenzionale che costruisca sugli elementi della realtà attuale così come li abbiamo esposti. È una soluzione che permette di mantenere fede agli impegni presi dallo stato italiano e quindi di rimborsare il debito pubblico a noi risparmiatori. E’ una soluzione che:

– finalmente ci ridà la libertà ed una nuova carta costituzionale,

– manda un segnale molto forte sulla scena internazionale,

– permette di stabilizzare la moneta unica in brevissimo tempo,

– raggiunge l’obiettivo di rimborsare il debito in soli tredici anni,

– diminuisce l’oppressione fiscale sul sistema economico tosco-padano-veneto,

– è l’inizio di un percorso per rendere la nostra società più libera, competitiva ed efficiente,

– dà finalmente una prospettiva sul futuro alle giovani generazioni.

Occorre che le regioni tosco-padano-venete ottengano l’indipendenza e siano riconosciute come nuovo stato sovrano dalla comunità internazionale. Ho già avuto modo di evidenziare che la diplomazia opera seguendo gli interessi dell’economia, segue la logica della realpolitik. In termini espliciti la diplomazia internazionale richiede che sia chiaro il vantaggio derivante dall’assumere una posizione favorevole a una modifica dei confini nello scacchiere europeo. Per ottenere quest’appoggio occorre annullare le conseguenze indesiderate date dal disfacimento dello stato italiano. Alle regioni tosco-padano-venete è offerta un’opportunità storica, esse possono farsi carico del debito pubblico del dissolto stato italiano e garantire la stabilità economica e finanziaria in una geografia europea ridisegnata a loro vantaggio.

Chi già obietta, in uno scatto di orgoglio, che non pagherà il debito che altri hanno fatto, si ricordi che già oggi lui stesso lo sta pagando; si ricordi anche che non ripagare il debito significa gettare al vento anche i suoi risparmi o la sua pensione.

Per rendere chiara l’entità territoriale si tratta di dare sovranità all’insieme dei territori comprendenti le regioni d’Italia che hanno un residuo fiscale positivo:

– Lombardia,

– Veneto,

– Emilia Romagna

– Piemonte,

– Liguria,

– Trentino,

– Valle d’Aosta,

– Friuli Venezia Giulia,

– Toscana

– Marche.

organizzati in confederazione.

L’indipendenza di questi territori permetterebbe di vivere in uno stato dinamico ed efficiente che risparmierebbe abbastanza per ripagare il debito in eccesso in pochi anni.

Confederazione Serenissima.  Così si chiamerà questo nuovo attore nel consesso della comunità internazionale. Il primo termine evidenzia il sodalizio di diversi popoli uniti da comune bisogno di libertà e solidali al mantenimento degli impegni presi. E’ inevitabile correre col pensiero alla realtà della vicina e più blasonata Confederazione Elvetica anch’essa costituita con il libero accordo tra i popoli distinti, seppur uniti da comuni finalità di sostegno reciproco. Occorre porre l’accento sul termine Confederazione, poiché sono diverse le identità dei territori che ne faranno parte, avendo ciascuno dei tratti caratteristici propri. E’ corretto quindi riferirsi al nuovo stato come confederazione di diverse comunità, (non necessariamente corrispondenti alle attuali regioni) che fiere della loro storia, intraprendono un percorso su un piano di pari dignità. La specificazione “Serenissima” suona invece come un auspicio del futuro che si vuole costruire per le nuove generazioni. Sereno è lo stato d’animo di chi ha ritrovato la libertà e non teme più soprusi da chi vorrebbe imporre le proprie regole con la forza. Ovviamente però serenissima è un richiamo alla gloriosa repubblica che aveva al centro Venezia, che con la sua flotta solcò i mari di tutto il globo. Essa ha visto il suo declino proprio perché non riuscì a consolidare un sistema economico anche sulla terraferma.

Confederazione Serenissima, questa è la soluzione alla crisi istituzionale che sta affossando la nostra società e che ha generato il debito che sta affossando tanto noi quanto l’Europa! Oggi i territori della Confederazione Serenissima lasciano ogni anno nelle casse dello stato italiano una ricchezza doppia per valore annuo dell’intera industria dei diamanti mondiale. Questa ricchezza è il risultato dell’ingegno, del lavoro, del sacrificio e della creatività di trentadue milioni di persone ed è anche il prezzo del riscatto perché questi individui ottengano la loro libertà. Oggi queste risorse sono rapinate da Roma che le sperpera per conservare il suo potere e per tenere in piedi il corrotto sistema italiano.

Con l’indipendenza si rendono immediatamente disponibili circa 50 miliardi di euro che non verranno più trasferiti a Roma ed all’italia mediterranea. Queste medesime risorse verranno utilizzate per rimborsare rapidamente il debito e ridare sicurezza a milioni di risparmiatori. Un aspetto fondamentale e che costituisce il carattere non convenzionale di questa soluzione è che questo enorme surplus è stato generato da sempre, ogni anno, non occorrono politiche straordinarie di rigore. Per mantenerlo e svilupparlo occorre soltanto più libertà nella nostra società. Occorre azzerare la costituzione del 1948 ed adottarne un’altra per la neonata confederazione serenissima. La nuova costituzione sarà la base per dare seguito al drastico taglio delle leggi liberticide e della burocrazia. Le leggi e la burocrazia italiane possono essere debellate solo dichiarando decaduto l’ordinamento italiano e facendo nascere dal basso un nuovo stato su basi autenticamente liberali.

Questa proposta è finanziariamente robusta, per rendersene conto possiamo confrontare l’indicatore principale per misurare sinteticamente la buona gestione di uno stato: l’avanzo di bilancio rispetto al prodotto interno lordo. La Confederazione Serenissima avrebbe un avanzo primario superiore al 12%. Tale valore è enorme tanto che non lo si è mai riscontrato in nessun’altra nazione Europea con eccezione della Norvegia. Quest’ultima però basa la sua economia essenzialmente sullo sfruttamento dei giacimenti di petrolio del mare del nord. Né Germania, né Francia, né Finlandia, né Olanda hanno mai avuto avanzi così elevati: al massimo hanno conseguito valori attorno al 5% negli anni migliori (5,3% Finlandia 2007).

Le regioni tosco-padane-venete hanno già oggi molti indicatori fiscali e socio economici in linea con le migliori nazioni europee. Molti cittadini di questi territori hanno forse dimenticato cosa significhi essere liberi, alcuni hanno forse timore di esserlo di nuovo: certo ci sono ancora margini di miglioramento ma la situazione di partenza è più che buona. Questi eccellenti indicatori socio-economici sono da anni la norma nell’insieme dei territori della Confederazione Serenissima. Quindi non si tratta di risultati estemporanei, ma sono costanti nel tempo. Non c’è da dubitare che questi territori confederati siano in grado di sostenere e rapidamente abbassare l’ingente debito pubblico ereditato dallo stato italiano.

Questo è il segnale forte che la Confederazione Serenissima manderebbe al consesso internazionale. Con il riconoscimento del nuovo stato il debito a rischio insolvenza dell’Italia sarebbe immediatamente messo in sicurezza. Occorre notare che il macigno italiano sulle spalle della moneta unica è il maggior fattore d’incertezza sui mercati finanziari internazionali. Il debito italiano rappresenta il 60% dei debiti di tutti i paesi a rischio insolvenza nell’area euro. È per questo che la nascita della Confederazione Serenissima, che può ripagare in pochi anni la metà del debito pubblico italiano, rappresenta un fatto di massimo interesse per la comunità internazionale. Nel pasticcio in cui Roma si è cacciata sono rimasti intrappolati anche parecchi altri stati. In particolare la probabile insolvenza dello stato italiano è uno dei rischi più dirompenti sulla scena internazionale. Questo evento, tutt’altro che scongiurato, implicherebbe lo sfaldamento della moneta unica ed il crollo della costruzione europea.

In effetti, se solo fosse possibile estromettere dalla valuta comune uno stato, senza incorrere nel default del suo debito, certo già oggi la Grecia sarebbe stata gentilmente pregata di tornare la dracma. Purtroppo però con metodi convenzionali l’abbandono dell’area euro di un paese che non sa conseguire in maniera stabile un avanzo di bilancio, comporta simultaneamente la conversione del suo debito in valuta meno pregiata. (sia questa la Dracma, la peseta o la lira). Nei bilanci delle  banche e degli investitori tedeschi, francesi, americani, questo evento si tradurrebbe in perdite ingentissime che su scala europea comporterebbero il fallimento di blasonate istituzioni finanziarie, il blocco del sistema creditizio, sicuramente pesanti effetti sull’economia reale. Certo in qualche anno i migliori assorbiranno il colpo, i peggiori invece amplificheranno l’onda d’urto. In ogni caso questo è uno scenario che nessun capo di stato vuole dover gestire. Merkel, Hollande, Draghi e Lagarde lo vogliono scongiurare in tutti i modi.

L’indipendenza della Confederazione Serenissima che può a buon diritto restare nell’euro ed ha un sistema economico che può abbassare rapidamente il debito pubblico ex-italiano è l’unica soluzione a un problema che altrimenti è senza uscita. Questo è il motivo principale che dovrebbe spingere, primi fra tutti gli altri stati europei, ad appoggiare la libertà per la neonata Confederazione Serenissima e a riconoscerne la sovranità. Sicuramente qualcuno obietterà che l’indipendenza va bene ed è un diritto naturale dei popoli, ma il debito pubblico deve restare in capo a chi fino ad oggi l’ha causato, ovvero al fallito stato italiano. Questo è un vano desiderio emotivamente condivisibile ma praticamente irrealizzabile.

Infatti, l’autoderminazione  dei popoli è una richiesta che può diventare concreta allorchè venga presa in considerazione dalla comunità internazionale. Sono gli altri stati che devono valutare se appoggiare o ignorare la richiesta di libertà rivendicata dai popoli. Purtroppo per chi anela alla libertà, le relazioni di politica estera non si basano mai sulla generosità, al contrario ricercano sempre di massimizzare la convenienza, in linea generale in termini economici, per lo stato medesimo. E’ un ragionamento un po’ cinico ma la storia è piena di esempi nei quali le ragioni dell’economia e della finanza hanno avuto il sopravvento rispetto al diritto naturale degli uomini. Ecco perché se vogliamo ottenere l’indipendenza per noi e i nostri figli, dobbiamo offrire agli stati esteri un tangibile beneficio economico.

A questo punto dovrebbe essere chiaro perché il salvataggio del debito pubblico, che interessa massimamente la comunità internazionale, è intrinsecamente legato all’opportunità che noi abbiamo di chiedere alla comunità internazionale il riconoscimento della sovranità alla Confederazione Serenissima.

La richiesta pacifica di autodeterminazione dei suoi abitanti non è mai sufficiente ad ottenere l’indipendenza di uno stato. Di pari importanza è la reazione che gli altri stati possono avere di fronte alle pretese di un nuovo soggetto statuale. Considerate le difficoltà in cui si sta dibattendo l’Europa, il riconoscimento della Confederazione Serenissima rappresenta l’unica possibilità rapida e risolutiva della crisi dell’euro e l’eliminazione del rischio d’insolvenza per il debito pubblico italiano. Non c’è da illudersi: nell’ambito dei rapporti internazionali i trattati non si basano solo sulla fiducia reciproca. Le belle parole unanimemente sottoscritte dalle nazioni europee e poi di volta in volta aggirate in base alla convenienza di ciascuno stato, hanno senza dubbio insegnato qualcosa. Prova ne sia che recentemente le nazioni dell’area euro hanno concordato di seguire politiche tendenti al pareggio del bilancio e per cercare di dare forza a tale intento hanno forzato i loro parlamenti nazionali al fine di inserire tale previsione nella carta costituzionale di ciascuno stato membro.

E’ possibile che il riconoscimento della Confederazione Serenissima sia condizionato all’inserimento nella carta costituzionale del nostro nuovo stato dell’impegno a ridurre in tempi rapidi l’enorme debito rilevato dal dissolto stato italiano. Questo impegno costituzionalmente vincolante non dovrebbe certo spaventarci, visto che non è nulla di nuovo rispetto a quanto già stiamo sperperando da anni nelle voraci ed insaziabili casse di Roma. Comunque questa presa di responsabilità di fronte all’Europa e al mondo sarebbe un fattore di coesione per le comunità confederate. Questi popoli sapranno guadagnarsi ancora una volta il rispetto internazionale grazie al raggiungimento di un obiettivo concreto e raggiungibile.

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