Confcommercio Veneto: Dal governo Draghi il decreto della disperazione

“Questo è il Dpcm della disperazione: ormai le imprese con ce la fanno più, e soprattutto non si vede la luce in fondo al tunnel”. Così all’Adnkronos Patrizio Bertin, presidente di CONFCOMMERCIO Veneto sottolinea la situazione che stanno vivendo le imprese del terziario.  “Noi speriamo che da dopo Pasqua il Veneto torni in arancione, dando così una boccata d’ossigeno a bar, ristoranti  che potranno tornare a lavorare, almeno mezza giornata. Ma non solo, categorie come quelle di palestre e piscine sono chiuse da oltre un anno, devono poter riaprire, e presto”, auspica il presidente di CONFCOMMERCIO Veneto. E Bertin ci tiene a sottolineare “Io capisco tutto e comprendo che il virus non ha esaurito la sua azione letale, però chiedo che si comprenda  anche che le imprese del terziario sono di fronte a una situazione estrema”.

“Sinceramente, in quanto imprenditori, ci attendevamo qualcos’altro dal nuovo decreto che non solo non “apre”, ma prevede per tutto aprile solo zone rosse o arancioni salvo deroghe che voglio sperare abbiano il carattere dell’oggettività e non delle scelte politiche”. “A tutti è evidente – ha concluso il presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova – che servono subito riaperture progressive e in sicurezza. Il premier Draghi, sul quale abbiano riposto grandi speranze, deve operare quella svolta che, purtroppo, ancora non si vede”.

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