Confcommercio riparte all’attacco: per errore zona rossa 900 milioni di perdite. Ripagateci!

Sono 900 i milioni di euro persi dai commercianti lombardi nelle ultime due settimane: 600 milioni per la zona rossa e altri 300 milioni per la zona arancione. E dal governo, quale che sia, si aspettano dei ristori. Lo ha detto ad Agenzia Nova il vice presidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti. La zona arancione ci e’ costata meno, spiega Massoletti, “perche’ ci sono negozi di abbigliamento, calzature, gioiellerie e altri che hanno potuto tenere aperto e questi fatturano”.

In piu’ determinano un indotto nell’ambito della ristorazione che, seppur abbia potuto fare solo asporto durante la settimana arancione, ha comunque incrementato questo tipo di attivita’. “Quale che sia il prossimo governo, indipendentemente da chi ha creato questo problema, ci aspettiamo ristori, che a questo punto sono risarcimenti, perche’ abbiamo subito un danno ingiusto. Tutte le attivita’ che potevano tenere aperto e fatturare sono state chiuse, evidentemente il danno e’ stato particolarmente significativo”. Per capire il danno, Massoletti introduce due fattori: “La zona rossa e’ andata a incidere sulla seconda settimana dei saldi che e’ una settimana cruciale per chi opera nel settore della moda e il secondo fattore e’ che, dal punto di vita del sentiment del consumatore, questa situazione di estrema incertezza determina una minore predisposizione al consumo. Questo e’ un fattore psicologico non indifferente, dettato dalla paura di uscire, ma anche dall’indecisione e dal non capire la situazione. ”

“Sono tanti i fattori che incidono – evidenzia Massoletti – non e’ che poi, quando si riparte, tutti corrono a consumare”. Anche perche’ sottolinea il vice presidente di Confcommercio regionale, Milano non e’ tutta la Lombardia. “Abbiamo visto una certa situazione significativa durante il week end a Milano, ma dobbiamo pensare che non tutte le citta’ sono come il centro di Milano di Roma, ci sono citta’ che non hanno visto quel tipo di risultato, c’e’ molta piu’ tranquillita’ nell’affrontare la cosa, un po’ piu’ di prudenza”. Per quanto riguarda la zona gialla, invece, secondo Massoletti i primi segnali sono confortanti: “Parlavo con dei ristoratori questa mattina e tutti mi hanno detto che sono contenti perche’ hanno ricevuto un numero significativo di prenotazioni anche solo per il pranzo anche perche’ la gente ha voglia di recuperare la socialita’ senza restrizione dei tempi ‘normali’. In Spagna, che e’ stata colpita dal Covid in maniera significativa, si e’ trovata una modalita’ di convivenza tra la ristorazione serale e la prudenza: nella zona di Madrid i ristoranti sono aperti fino a mezzanotte. Non credo sia necessario arrivare a questo tipo di apertura, ma esaminerei la possibilita’ di fare riaprire la ristorazione nelle ore serali con certe condizioni e a certe modalita’ e con prudenza”.

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