Confartigianato Lombardia, Covid acuisce gap femminile

Il Covid acuisce la differenza di genere nel mondo del lavoro e dell’occupazione, anche per le imprenditrici. Lo conferma una survay dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, a cui hanno preso parte 340 imprenditrici lombarde tra il 25 febbraio e il 3 marzo scorso. Sono infatti il 38,4% le intervistate secondo cui la pandemia ha reso il proprio lavoro di donna imprenditrice “molto difficile”; una percentuale che sale al 48,4% se chi risponde e’ anche madre di bambini al di sotto dei 5 anni. “Un dato che racconta di strumenti di sostegno all’equilibrio tra famiglia e lavoro non adeguati e di una cultura dove ancora la cura familiare e’ considerata prevalente appannaggio delle donne”, sottolinea Elena Ghezzi, presidente del Movimento donne impresa della territoriale di settore. In Lombardia le imprese registrate gestite da donne sono in totale 179.630 di cui 38.869, pari al 21,6%, artigiane. Di queste, il 14,3%, cioe’ 5.551, sono gestite da donne under 35 e il 17,9% (6.947) sono gestite da imprenditrici straniere.

Anche i dati sul trend del fatturato 2020 rispetto a quello 2019 mostrano questa differenza. La riduzione di fatturato 2020 registrata dalle imprese femminili e’ -29%, mentre il calo per quelle gestite da uomini e’ del 24,3%. La differenza di performance di impresa e’ dovuta a diversi fattori, tra cui il fatto che il settore cui puntano piu’ le donne imprenditrici e’ quello dei servizi, uno dei piu’ colpiti dalla crisi Covid-19. A febbraio, inoltre, le donne con difficolta’ nella gestione dei tempi di cura sono anche quelle che hanno registrato diminuzioni di fatturato piu’ pesanti nel 2020, pari al -31,2% (maggiore rispetto al calo del -25,4% rilevato per le imprenditrici senza alcuna difficolta’ rilevante nella conciliazione di tempi di vita e lavoro).Tra le soluzioni indicate dalle intervistate per ridurre le differenze di genere esistenti, oltre una su due (52,9%) individua come priorita’ la promozione di un’educazione socio-culturale per sradicare gli stereotipi di genere. Seguono: l’incremento della presenza di donne in luoghi decisionali (governo, task force)(39,7%), l’introduzione di un welfare aziendale volto ad armonizzare vita familiare e lavorativa (35,5%), la riduzione del gap retributivo (32,2%) e il ripensamento dei modelli di business e organizzativi delle imprese (31,8%). I dati Istat sull’occupazione femminile – gli ultimi disponibili fanno riferimento al III trimestre 2020 – indicano che le donne lombarde con un lavoro sono 41 mila in meno, nel dettaglio nel periodo luglio-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 si contano 8 mila lavoratrici indipendenti in meno e 34 mila lavoratrici dipendenti in meno.

 

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