Comuni, tra dissesti e conti che non tornano. La battaglia vera è qui. Perché il Nord non ci sente?

di Stefania Piazzo – In questi giorni è arrivata in redazione questa tabella silenziosa. Basterà a svegliare chi dorme? No. Poi vediamo perché.

Eccola

 

Ricorda quelle statistiche che Gilberto Oneto realizzava e pubblicava sui Quaderni padani. Non conosciamo la fonte dei dati, non è citata, ma in ogni caso evidenzia che esistono due italie. Io forse ne metterei tre ma qui per semplificare le italie sono state rese duali perché in generale è duale il Paese, spaccato in due. La da tabella dice: una parte chi fa e dall’altra chi mangia, questa è la semplificazione massima. E’ vero o non è vero? Lo è dove ci sono sacche di mafia, ndrangheta che governano il Paese indisturbate e perché c’è una classe politica che non governa. Adempie. Adempie al dovere di tirar su e giù la saracinesca del Comune, della Provincia, della Regione. Tira a campare.

Mi soffermo in particolare sulla prima Italia silenziosa, quella del dissesto. C’è uno studio, veneto, che arriva dall’Università, veneta, Ca’ Foscari. Lo scorso anno aveva rilevato questo. E cioè che i  Comuni hanno contribuito per oltre 12 miliardi al risanamento dei conti pubblici e sono solo 330 quelli in dissesto o predissesto, meno del 5% del totale. Lo studio di Ca’ Foscari riporta, ovviamente, anche i casi di crisi già chiuse. I trasferimenti calano, gli interessi sui mutui sono al 5%, fuori mercato. Fuori da ogni grazia di Dio.

Poi certo ci sono i comuni che neppure chiudono i bilanci. Allora ecco che arriva il commissariamento, arriva il commissario prefettizio. E giù altri soldi. La Calabria eccelle.

Poi però ci sono dati che la tabella non dice, ed è un peccato. E sono i comuni commissariati per diverse ragioni. Vuoi per mafia, vuoi per decadenza di un consigliere o sindaco…. In Calabria i comuni sono 38. In Lombardia sono 27. In Campania sono 25. In Piemonte sono 22. In Puglia 18, in Liguria 4, in Emilia Romagna 7. In Sicilia 26. (fonte Openpolis https://www.openpolis.it/parole/come-e-perche-si-arriva-allo-scioglimento-di-un-comune-in-italia/ e anche https://www.openpolis.it/sono-220-i-comuni-attualmente-sciolti-in-italia/).

Perché scrivo questo? Per sviare il discorso? No.  Scrive infatti la fondazione che “La regione in questo momento più interessata dagli scioglimenti è di gran lunga la Calabria, seguita da Lombardia, Campania, Sicilia, Piemonte e Puglia. Vi sono profonde differenze tra le regioni però, sui motivi del commissariamento. In Calabria, Sicilia e Puglia attorno alla metà dei comuni attualmente sciolti è stato commissariato per infiltrazioni della criminalità organizzata. In Campania quasi uno su 4″.

Tiriamo qualche conclusione? Perché dopo la Calabria non c’è da ridere, c’è la Lombardia.

Perché, a fronte di dati evidenti, il Nord non sente la necessità di chiedere a gran voce autonomia e non la pretende da chi sta governando? Perché i lombardi sono stati tiepidi persino nell’ultimo referendum del 2017?

Io una risposta provo a darla. Non è che sono stanchi di farsi prendere per il culo, e che non credono più agli slogan? Non è che sono stufi di sentirsi ripetere i dati sulla disparità fiscale, sapendo che poi domani sarà uguale? Non è che non si fidano più di chi governa così come di chi fa opposizione? Non è che sentono le solite parole riscaldate?

E non è che stanno assistendo al declino inesorabile di una classe politica incapace, indecente, che ha vestito per anni i panni del Nord? Non è che aspettano, magari, qualcuno di più serio che inizi a governare come si deve, competente e poco fanfarone e gridaiolo, così che, cartine o non cartine, abbia il coraggio di fare quello che gli altri non hanno avuto la capacità di fare, e cioè semplicemente, banalmente, amministrare, avere cultura politica, saper leggere e scrivere e far di conto?

Che manca al Nord, e che manca al Sud, è questa speciale razza di politici di razza. Il Nord si è assuefatto al peggio, chi può gli dia una sveglia. Previo studio.

 

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