Compreremo il gas dal fu… “dittatore” Erdogan?

La Turchia ha fatto partire ufficialmente i lavori per un gasdotto sottomarino che nei piani del governo del presidente Recep Tayyip Erdogan, iniziera’ dal 2023 a pompare verso la terraferma i 540 miliardi di metri cubi di Gas del giacimento trovato nel Mar Nero. La costruzione del nuovo gasdotto ha fatto parte anche del dialogo tra Erdogan e il premier italiano Mario Draghi, in vista ad Ankara lo scorso 5 luglio. “L’Italia e’ un nostro partner in ambito energetico. Abbiamo parlato di una collaborazione nel giacimento di Gas che abbiamo scoperto nel Mar Nero per la costruzione di un gasdotto sottomarino”, ha detto Erdogan. Intanto la nave Castorone, giunta per la fase di posa dei tubi, ha iniziato ieri i lavori preliminari, partiti subito dopo il completamento della sezione costruita nel tratto dove le acque del Mar Nero sono poco profonde, in prossimita’ della costa. Il giacimento denominato Sakarya, trovato nel 2020 a 170 km dalla costa ovest del Mar Nero, costituisce la piu’ grande e importante riserva di idrocarburi mai trovata nella storia della Turchia, un Paese poverissimo di risorse proprie, ma che al contrario ha sempre sfruttato la propria posizione geografica che la rende un ponte tra Asia ed Europa. Con la guerra in Ucraina Erdogan ha deciso di accelerare i lavori per lo sfruttamento del giacimento Sakarya, con il doppio obiettivo di ridurre la dipendenza dal Gas di Mosca, principale fornitore di Ankara, e portare il Gas nelle case dei turchi nel 2023, anno in cui sono previste cruciali elezioni. Al momento sono circa 5 mila gli operai attualmente impegnati nei lavori presso il giacimento, in gran parte personale della Turkish Petroleum Corporation all’opera sia nella sezione marittima che in quella terrestre, che corrisponde alla citta’ di Filyos, nella provincia di Zonguldak, sulla costa del mar Nero occidentale e distante 170 km. Il ministro dell’Energia di Ankara, Fatih Donmez, ha parlato dei lavori in corso come “un gasdotto offshore record”, rivendicando il fatto che in nessun altra parte del mondo si sia mai passati dalla scoperta allo sfruttamento cosi’ tanto rapidamente. Come detto, Erdogan ha promesso che nel 2023 il gas arrivera’ nelle case dei turchi (la scoperta del giacimento risale al 2020). Ora pero’ l’attenzione e’ sulla nave Castorone, 325 metri di lunghezza per 56 tonnellate di peso, che dopo aver terminato la posa dei tubi in prossimita’ della costa e’ partita con i lavori dove le acque sono piu’ profonde. Navi di supporto hanno trasportato verso la nave principale sezioni di tubature lunghe 12 metri ciascuna. In base ai piani di Ankara la posa dei tubi dovrebbe terminare entro la fine dell’autunno. Erdogan preme affinche’ dal 2023 tra i 6 e i 10 pozzi divengano operativi in modo che 10 milioni di metri cubi al giorno, 3.5 miliardi l’anno circa, possano raggiungere il Paese prima delle cruciali elezioni di giugno. E’ tuttavia fissata per il 2027/2028 la fine definitiva dei lavori, una data per la quale l’obiettivo e’ portare sulla terraferma 40 milioni di metri cubi al giorno, 15 miliardi circa di metri cubi l’anno. Ankara importa ogni anno piu’ del 95% del gas che costituisce il proprio fabbisogno, il 45% del quale e’ gas russo. Erdogan punta a diversificare le fonti di approvvigionamento nel medio termine e raggiungere una indipendenza energetica attraverso lo sfruttamento del giacimento Sakarya e la posizione della Turchia, essenziale per il passaggio di idrocarburi delle riserve di Azerbaigian e Iran verso l’Europa attualmente e in futuro per convogliare il gas delle riserve di Cipro e Israele.
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