Commercialisti in sciopero: “ISA”, nuovi “studi settore” sono bancomat per contribuenti

Borsa del tesoro
I commercialisti incrociano le braccia e chiedono un tavolo di confronto e un provvedimento di urgenza che porti alla disapplicazione degli Isa, gli Indici sintetici di affidabilita' fiscale che hanno rimpiazzato gli studi di settore. A proclamare l'astensione collettiva, che ha avuto il sostegno del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, tutte le sigle sindacali Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico. Per protesta i commercialisti non invieranno i propri modelli F24 tra il 30 settembre e il 1 ottobre, e dal 29 settembre al 7 ottobre non parteciperanno ad alcuna udienza nelle varie Commissioni tributarie. La protesta, spiegano le organizzazioni sindacali, non riguardera' il pagamento delle imposte dei clienti e "non produrra', a carico dei colleghi, il pagamento di sanzioni o interessi".
"Lo sciopero e' la nostra marcia del sale. Il nostro e' un atto di disobbedienza civile, non vogliamo mettere in crisi le imprese. Ci aspettiamo un'adesione massiccia da parte dei nostri colleghi. Gli Isa sono la
motivazione scatenante ma sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiega Daniele Virgillito, presidente dell' Unione giovani commercialisti (Ungdcec) nel corso di una conferenza stampa alla Camera - questi strumenti si sono dimostrati fin dall'inizio inaffidabili e sono stati adottati in maniera prematura lasciando inascoltati i nostri allarmi. Sono stati violati i diritti base dei contribuenti che sono visti come un bancomat. Chiediamo un provvedimento d'urgenza e l'avvio di un dialogo dopo il silenzio assordante delle
istituzioni".  


Sono molteplici le motivazioni che hanno spinto la categoria alla protesta, sottolineano le sigle sindacali:
"innanzitutto il caos creato con gli Indici sintetici di affidabilita' (Isa) e il mancato accoglimento della richiesta di disapplicazione degli indici per l'anno 2018, o in subordine della possibilita' di renderli facoltativi. Ma anche il
perdurare della costante situazione di caos, con la semplificazione degli adempimenti da tempo promessa da tutte le forze politiche ma mai concretamente attuata e, su tutte, il mancato rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente". 
Quattro le richieste avanzate al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri: la disapplicazione, o applicazione facoltativa, degli Isa per l'anno 2018; la sistematica consultazione, nella formulazione di norme in
materia di competenza della categoria, delle sigle sindacali e del Cndcec; la concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; l' osservanza, senza eccezioni, delle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente.   
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1 Comment

  1. Siamo con ” ISA ” alla pura follia burocratica !!!
    Il sistema non funziona. Ditte con bilanci ok ottengono un punteggio basso. Altre con bilanci inverisimili o altalenanti ottengono punteggi alti.
    Fanno bene a scioperare……è ora che siano i burocrati a lavorare e scovare gli evasori e lascino in pace commercialisti e cittadini da norme studiate al bar dell’ubriacatura perenne !!!!

    WSM

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