Come la Costituzione europea sta per fottere le Regioni

europa-regionidi ALDO MOLTIFIORI – Tutte le Costituzioni scritte sono il prodotto del loro tempo. Riflettono una cultura politica specifica, la forza dei differenti interessi politici e le particolari preoccupazioni degli stessi autori-redattori. Sulla sponda occidentale dell’atlantico, anche in occasione dei suoi ormai numerosi incontri con i leader Europei, il Presidente Obama non perde occasione di difendere la Costituzione Americana, nata oltre 200 orsono. Su quella orientale a Bruxelles, invece, quegli stessi leader (non tutti per la verità) hanno finalizzato, con i trattati di Lisbona, il percorso iniziato con quelli di Maastricht, dando così corpo definitivo ad una Costituzione Europea. Per fortuna la Francia, unico paese ad aver sottoposto quella Costituzione a referendum popolare, l’ha rigettata a grande maggioranza! Oggi la Gran Bretagna è sulla stessa via con la tanto temuta BREXIT. Guarda caso l’avversione all’Europa a guida tedesca viene dalle uniche due democrazie mai ferite dalle bufere totalitarie che hanno sconvolto gran parte dell’Europa nel XX secolo. Così come va detto che entrambe e con loro la stessa Europa sono state salvate da quella (la Democrazia) americana prima dalla minaccia nazi-fascista e poi da quella comunista; ancora più letale.

Purtroppo, si deve constatare quanto le due Costituzioni, quella americana figlia del secolo dei lumi, e quella europea nata sulle ceneri delle peggiori ideologie totalitarie, riflettano la grande la differenza che separa le due culture. In quella americana predomina la consapevolezza di proteggere la libertà individuale di fronte alla forza coercitiva del Governo. Da cui si evince come i poteri del Governo siano chiaramente poteri delegati, poteri enumerati e poteri ben delimitati. Per contrasto la Costituzione Europea, tuttora sul tavolo dei governi dei 28 paesi membri della nascente Unione Europea, è chiaramente un prodotto del socialismo della sicurezza e della protezione sociale del XX secolo. Tutto ciò, nonostante che il fine dichiarato della Carta Costituzionale Europea fosse quello di disegnare una Europa semplice, più democratica ossia più vicina ai cittadini. Tuttavia guardando ai comportamenti dei Governi e in particolare modo a questo ultimo sulla tremenda alluvione di clandestini, impropriamente etichettati come migranti, ci si deve rendere conto che quell’obiettivo non è mai stato perseguito e che di conseguenza non verrà mai realizzato.

Qualora si dovesse rendere quella Costituzione esecutiva, cosa purtroppo molto probabile, si verrebbero a creare seri problemi per avere una vera democrazia liberale e rappresentativa, ma soprattutto si vedrebbe schiacciato in modo premoderno il diritto all’autogoverno delle Regioni. Si vedrebbe schiacciata la spina dorsale dell’Europa, quella delle Regioni, a favore di un Super Stato monocratico e centralista. A ben vedere questo processo di centralizzazione è già chiaramente in essere fin dai Trattati di Roma, fin d’allora la gestione dei destini europei non è mai stata affidata ad un Parlamento eletto a suffragio universale né è mai nata una Assemblea Costituente che redigesse alcuna Costituzione e tanto meno che essa poi fosse sottoposta al responso a suffragio universale. Periodicamente i Capi dei Governi membri di questo club che si chiama Europa eleggono i loro ministri, la Commissione Europea, che diventa così il vero centro del potere esecutivo con tutte le nefaste conseguenze politiche, economiche e sociali che sperimentiamo ormai da decenni. Non è sempre più evidente il parallelismo con quelle (le conseguenze) provocate alla Lombardia dallo Stato Italiano?

(2- segue)

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