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Come la Cina, alleata di Putin, tiene per le palle Obama

di MARCELLO RICCISoldati_Cina_coreografia-580x385

Nei giorni scorsi abbiamo visto una parata militare imponente: quella di Pechino per il 70° anniversario della fine del conflitto con Putin a fianco di Xi. L’inconsueta imponenza della parata  può essere letta in modi diversi. Indubbiamente la Cina ha molteplici motivi, di prestigio, politici e commerciali per mostrare al mondo i livelli tecnologici e militari raggiunti. Anche la presenza di Putin supera la cortesia e il buon vicinato, aggiunge il significato di un’ intesa politica possibile, raggiunta o raggiungibile tra i due colossi.
Non è difficile prevedere che un accordo tra questi popoli sposterebbe di molto l’asse degli equilibri mondiali. Gli USA  ne pagherebbero il prezzo. La storia insegna che i domini, tutti, non sono eterni, particolarmente quando inanellano disastri per calcoli sbagliati. L’America , sdoganata da Winston Churchill, considerato che la guerra con gli armamenti, le distruzioni e le ricostruzione è un’imponente molla per l’economia, hanno trasformato l’occasione in sistema e le guerre sono divenute per loro industria nazionale . Per avere mano libera hanno vestito la divisa di guardiani del mondo, non per pacificare, ma per guerreggiare.Vietnam , guerra del Golfo, Iraq ….  Solo per ricordarne alcune, senza dimenticare Cuba, e le molteplici fasi della “guerra fredda”.
Non c’è l’intenzione di scrivere un libro di storia, ma solo, per sommi capi, ricordare importati conflitti che hanno turbato il mondo.  Popoli come i russi e i cinesi, che hanno molto sofferto regimi e vicende coloniali penose e disastrose, che vogliono vivere e crescere in pace, possono, a ragione, non vedere con simpatia, chi le guerre le usa come motore economico. Un accordo, nel continente asiatico, può mirare a far perdere al dollaro il ruolo primario che ha. E’ noto che il dollaro ha il suo controvalore solo nella potenza industriale degli Usa, ma nessuno conosce la reale consistenza della carta-moneta circolante. A questo punto la Cina potrebbe mettere all’incasso l’enorme assegno in dollari che ha e che non ha copertura.
Parallelamente, solo per uso interno dare la parità aurea alle loro monete e continuare ha usare i dollari che hanno ( tanti ) per regolare le posizioni commerciali internazionali. Inevitabile il crollo del gigante dai piedi d’argilla, che potrebbe ritrovare una sua posizione uscendo dalla scena mondiale e tornando nell’isolazionismo, da cui Churchill l’ha tirato fuori. E’ un sogno, ma volte i sogni diventano realtà.
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