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CoLoR44: semplici cittadini lombardi che vogliono salvare la loro terra

da COLOR44

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

L’articolo bonariamente e costruttivamente critico dell’amico Gianfrancesco Ruggeri, che tanto ha fatto (con la raccolta sottoscrizioni e con il suo entusiasmo) a favore di CoLoR44, ci induce a offrire qualche considerazione.  Cogliamo l’occasione anche per dare alcune risposte a tutti quelli che in questi mesi si sono impegnati con noi assiduamente e sinceramente, senza interessi personali e che continuano a farlo.

Partiamo dal titolo, certo non di Gianfrancesco. Chi comanda? La risposta è semplice, nessuno. CoLoR44 nasce proprio per allontanarsi dai personalismi della politica italiana, vuole essere un gruppo di semisconosciuti cittadini che tentano di salvare la loro terra da un baratro di nome Italia.
Ma andiamo alla sostanza. Ruggeri ricorda come, in occasione di un comunicato a commento del sostegno di Matteo Salvini alla nostra iniziativa, sia stato evocato il tema della macroregione. Con quelle parole intendevamo solo prendere atto del fatto che alla luce di quanto sta succedendo nell’universo indipendentista, sia in Veneto sia in Lombardia, appare chiaro che ogni ipotesi di muoversi all’interno del quadro costituzionale del 1948 sia di fatto fuori gioco. Riconoscere la bontà del progetto di CoLoR44, nei fatti, ci pareva significasse rinunciare al vecchio progetto: quello che volevamo dire, molto semplicemente, è che non è possibile tenere il piede in due scarpe, rivendicando l’indipendenza lombarda nei giorni pari e pensando invece di utilizzare la “Costituzione più bella del mondo” nei giorni dispari.
Detto questo, CoLoR44 non è affatto nemica della Lega, né di nessun altro partito politico presente sul territori lombardo. Quale movimento di cittadini fuori dai partiti e come associazione che mai si costituirà in partito, siamo interessati a ricercare il consenso in ogni area politica. Del resto appare ovvio che dobbiamo cercare maggioranze ampie, trasversali, proprio perché pensiamo che un progetto che mira all’indipendenza per via legale, democratica e referendaria debba trovare consensi all’interno di ogni formazione politica, ma soprattutto deve crescere fra i cittadini lombardi. Siamo quindi egualmente distanti ed egualmente vicini a ogni formazione, essendo ovviamente molto grati verso i molti militanti di partito che ci aiutano disinteressatamente – anche senza essere presenti nel Comitato – perché credono nel progetto.
Chi raccoglie con sforzo e impegno le firme è una grande risorsa da valorizzare. Quando una persona si impegna per convincere le persone, lo fa comunque quale singolo sostenitore dell’iniziativa: può far parte di qualsiasi partito o di nessun partito. Richiediamo solo una minima coerenza e l’essere ben consapevoli del fatto che questo è un servizio offerto alla comunità per avere una possibilità in più di esprimersi su ciò che effettivamente conta e ci sta a cuore.
CoLoR44 è nato per volontà di un piccolo gruppo di cittadini a marzo di quest’anno, a Milano, e fin dall’inizio si è proposto quale comitato: non un partito, né un movimento e questo proprio per evitare ogni confusione con le formazioni di parte. Anche per questo, e nonostante alcune difficoltà poste in essere da persone legate a doppio filo a partiti o a personalità politiche, il Comitato ha deciso di non includere direttamente al proprio interno chi sia in qualche modo riconducibile a una forza politica.
A tale fine abbiamo anche deciso di dare il minimo rilievo possibile a chi ricopre cariche di tipo organizzativo all’interno. Questo risponde a varie esigenze. In primo luogo vogliamo evitare che CoLoR44 diventi una meccanismo per acquisire visibilità: al fine di evitare ogni personalismo, la nostra regola è di comparire il meno possibile e quando è necessario alternandosi. Un Comitato di semplici cittadini che mettono a disposizione tutto il proprio tempo libero e le proprie capacità per un solo fine: giungere a un pronunciamento dei lombardi sul loro status nel mondo.
La scelta del semi-anonimato è anche legata al fatto che ogni membro ha una storia, proprie idee, un profilo culturale più o meno riconoscibile: e questo anche se non ha legami con alcuna formazione partitica.
Come lo stesso Ruggeri lascia intendere, nelle ultime settimane siamo stati “sotto attacco”: per ragioni diverse, certo, ma che hanno in larga misura ostacolato l’attività del gruppo, che ha dovuto contrastare l’opera di discredito nei nostri confronti, venuta prevalentemente da quanti hanno e avevano forti legami con i partiti.
Oltre a preservare la nostra autonomia, si è anche lavorato. Nei giorni scorsi, in particolare, siamo riusciti a portare a termine quello straordinario strumento comunicativo che il contatore della rapina fiscale ai danni della nostra regione, che pure questo quotidiano, “L’Indipendenza”, ha adottato e di cui siamo grati.
Le nostre difficoltà ci pare che siano in larga misure da ricondurre al fatto che siamo un’entità che non è mai esistita: almeno all’interno di un certo mondo. È infatti chiaro che ancora vi è chi non riesce a capacitarsi del fatto che CoLoR44 non ha alcuna ambizione politica e si propone soltanto di operare una campagna di sensibilizzazione dei cittadini lombardi a favore dell’indizione del referendum. In questo senso, noi stiamo sollecitando – e alcuni risultati iniziano a venire – anche quanti non sono favorevoli all’indipendenza della Lombardia, ma – da democratici – pensano che la decisione spetti solo al popolo lombardo. E quindi sostengono la nostra battaglia, pur pronti a sostenere in futuro posizioni diverse dalle nostre.
Delle troppe polemiche senza sostanza sorte all’interno di uno strumento che tanto si presta ai facili schiamazzi inconcludenti quale è Facebook, non ci pare proprio il caso di parlare. D’altra parte, ognuno è libero di fare e dire quello che vuole ed è responsabile di quello che fa e dice. Per quanto riguarda, infine, la serata indipendentista di Cologno al Serio confermiamo che ColoR44 è stato ospite tra gli altri, ben felice di essere stato invitato e di aver potuto partecipare.

Il Comitato

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