Cologno, una storia italiana verace. I padani sono in estinzione

di TONTOLO

Stamattina si è presentato trionfante al bar del paese il Michele, quello che ha la pizzeria in piazza. «I padani sono proprio come tutti gli altri, non sono meglio dei meridionali. Guardate cosa è successo a Cologno!» Tutti si sono gettati sul giornale a leggere la notizia che il vicesindaco (prima foto) e l’assessore all’Edilizia privata di Cologno Monzese sono stati incarcerati con l’accusa di avere preso mazzette per un appalto.

Al primo momento di disorientamento ha posto fine il Giovanni che ha fatto notare che – tanto per cominciare – è una bella giunta di sinistra, alla faccia della “differenza morale”.

Poi il Luigi, che smanetta su Internet, ha scoperto che il vicesindaco è nato a Salerno, l’assessore a Crotone e il funzionario coinvolto è campano. Che fosse una bella storia di “italiani veraci” lo ha poi definitivamente mostrato il Nani che passa le sue giornate “navigando” in rete. Ecco cosa ha trovato. A Cologno il sindaco è di Vibo Valentia, nella giunta ci sono  tre nati in Campania, uno in Sicilia e uno in Calabria. Restano uno nato a Milano e uno a Monza ma entrambi con cognome siciliano.  Non basta: su 30 consiglieri comunali 2 sono nati in Campania (uno è il Presidente), 6 in Puglia, 2 in Sicilia, 4 in Calabria, 1 in Basilicata, 1 in Abruzzo, 1 a Livorno (ma ha un cognome ciociaro),  1 all’estero (con cognome campano), 1 in Emilia (con cognome pugliese) e 11 in Lombardia. Di questi 6 hanno cognomi meridionali, 2 di origine incerta e solo 3 sono autoctoni.

Insomma su 38 “politici”, solo tre sono sicuramente lombardi, meno dell’8%: gente in estinzione.

Tutti ci siamo chiesti come voteranno il giorno del referendum sull’indipendenza:  Cologno resterà una enclave italiana, un piezz’e Sudde nella nebbia?


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