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Col congresso almeno Salvini lo mette nero su bianco: Via la Padania

padania 1997-2

di Mario di Maio – Al di là dei rimpianti, delle critiche, delle colpe, delle responsabilità ecc. Salvino ha fatto bene a ristrutturare la Lega in funzione di quello che sta facendo e di quello che si propone di fare.

Un partito che da anni non è più indipendentista non può negare l’esistenza della Padania come entità storica geografica e culturale, ma, trasformato in partito nazionale, non può continuare a rivendicarne l’indipendenza nella denominazione e nelle carte intestate. Soprattutto se accetta consenso e voti dei territori che sono tutt’altro che padani.
Bossi ha parlato di funerale e con ragione, ma, a ben ricordare, il funerale è stato fatto da “altri” molto tempo fa.
Adesso si può solo cercare di evitare che il partito si meridionalizzi nel sistema di far politica e negli scopi da perseguire; in buona sostanza che non diventi una brutta copia della vecchia DC di Andreotti, cioè una sorta di “prima il Sud!” con i risultati che abbiamo già avuto occasione di “adeguatamente apprezzare”.
BENVENUTO_IN_PADANIA
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