Coerenza italica. Su ristoratori il comitato tecnico scientifico contraddice istituto superiore di sanità

“Il 30 maggio del 2020 l’Istituto Superiore di Sanita’ aveva pubblicato le regole per chi va al ristorante. Come per esempio: “segui le indicazioni per l’accesso e per i movimenti all’interno, limitando quest’ultimi il piu’ possibile; mantieni sempre il distanziamento; rispetta i percorsi obbligati per raggiungere il tavolo o il punto dove consumare; indossa sempre la mascherina, anche quando ti rivolgi al personale, toglila solo al momento di consumare; utilizza sempre gli spray o i gel sanificanti per le mani messi a disposizione; se utilizzi i servizi igienici lavati sempre accuratamente le mani dopo l’uso; evita l’uso promiscuo di stoviglie, posate e bottiglie; nei locali con consumazione al banco o prodotti d’asporto, limita la permanenza nel locale allo stretto necessario; se possibile, evita l’uso del contante”.

Tutte regole che i clienti hanno rispettato proprio perche’ gli stessi ristoratori sono stati ben accorti a rivedere e riorganizzare le loro strutture. Ora ci chiediamo qual e’ l’evidenza scientifica negativa che ha portato il Cts (composto anche dagli stessi esperti dell’Iss che hanno stilato le regole per quanto riguarda i ristoranti), a vietare la cena presso i ristoranti? Ricordiamo che entro le 22 a detta, giustamente, dei ristoratori si poteva tenere aperto il locale. Un danno enorme, che la pagheranno cara questi imprenditori per una non evidenza scientifica che contraddice il massimo organo scientifico, ovvero l’Iss”. Cosi’, in una nota, Maria Teresa Nori del Consiglio Nazionale di Federcontribuenti.

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