Clandestini: diamoli a Francia e Inghilterra, responsabili di questa “guerra”

di MARCELLO RICCImattei
I manuali di guerra costantemente si aggiornano. Dopo la guerra di quarta generazione, la guerra ombra, la guerra spaziale, la network-centric warfare, arriva sorpresa delle sorprese la guerra umanitaria. Sembra una contraddizione in termine. Così non è. L’invasione di clandestini, progressiva nel tempo e nel numero è la nuova tecnica, che senza spargimento di sangue, ma con una “violenza” sociale  senza eguali produce l’annientamento di popoli e civiltà. Con la stessa micidiale potenza dei virus, i clandestini, pervadono i nostri paesi, le nostre città, stravolgendone gli equilibri. Con Gheddafi, Maroni all’epoca agli Interni, aveva stipulato accordi produttivi sia sul piano energetico sia sul contenimento dei flussi, ma la Francia, d’accordo con Londra, uccise Gheddafi, bombardò la Libia e la gettò nel caos. Perché ? Si torna alla morte di Enrico Mattei e all’ENI. I clandestini dovrebbero essere tutti inviati in Francia e in Inghilterra, entrambe responsabili del disastro libico e dello sfruttamento coloniale, radice lontana dell’attuale fenomeno migratorio. Difficile combattere un nemico subdolo, falso che attraverso la compassione, sprigiona una violenza distruttiva senza eguali. Mantenendo salde le tradizioni, i costumi e difendendo ad oltranza le radici cristiane, senza alcun adeguamento si crea un ambiente per loro ostile e quindi dissuasivo.

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