Deciso: a Cipro prelievo forzoso del 20% sui conti oltre 100 mila euro

di LUIGI POSSENTI

ULTIMORA – Cipro ha raggiunto un accordo con i creditori internazionali in merito al prelievo forzoso sui depositi presso le banche cipriote. L’accordo, spiegano fonti, prevede una tassa del 20% sui conti correnti oltre 100 mila euro. Il prelievo forzoso, spiegano fonti ufficiali cipriote, si attesterebbe al 20% sui conti correnti oltre 100 mila euro per i correntisti della Bank of Cyprus mentre per le altre banche la tassa si attesterebbe al 4%.

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(FINO A IERI) – Se il prelievo del 9,90% vi sembrava una furto in piena regola, beh, siete solo dei benpensanti, perchè ora c’è la possibilità di applicare un prelievo forzoso del 25% sui depositi bancari superiori ai 100.000 euro nelle banche cipriote. L’ideuzza è stata discussa stamani dal governo di Cipro con i rappresentanti della troika, (Ue, Bce e Fmi). Lo ha detto il ministro delle Finanze McChalis Sarris.

Intanto – mentre Giuliano Amato si frega le mani – la vicenda di Cipro “ha peggiorato la situazione sui mercati internazionali, che finora è stata molto calma anche, paradossalmente, dopo le elezioni italiane, ma purtroppo non continuerà ad essere così. Vedremo lunedì quando riapriranno i mercati e se riapriranno le banche a Cipro (apertura prevista per martedì, dopo una settimana di chiusura), ma il sospetto è che ci sia un contagio, una perdita di fiducia”. E’ quanto ha affermato Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della Bce e presidente di Snam, nel corso del suo intervento al Forum della Confcommercio.

Tra i commenti sulla questione cipriota va annotato anche questo: ”E’ possibile, anche se non probabile, l’uscita di qualcuno dei Paesi deboli come Grecia, Portogallo o Cipro stessa di cui si parla in questi giorni. Lo scenario avrebbe effetti devastanti per imprese e famiglie dei Paesi che abbandonano l’eurozona”. Lo afferma Gianluca Spina, presidente del Mip del Politecnico di Milano che elenca gli effetti temuti: ”Svalutazioni della moneta nell’ordine del 30-50% e perdita di potere di acquisto proporzionale per milioni di famiglie a reddito fisso. Nel pieno di una crisi economica che già dura da anni la situazione sociale precipiterebbe nel caos. Lo scenario – prosegue – non sarebbe buono per la ricca Germania, che perderebbe mercati a lei vicini e verso i quali esporta in maniera consistente”. ”Tocca ora proprio a Berlino dare una ragionevole via d’uscita ai Paesi del Sud. Non per altruismo ma per interesse”, conclude Spina.

I ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, comunque, si riuniranno domani (domenica) a partire dalle 18 per discutere del salvataggio di Cipro. Lo afferma il capo dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem su Twitter.

Ma che dire della mossa europea relativa al prelievo forzoso a Cipro? Un errore da “principianti” a fronte di un montante antieuropeismo. Si impongono, infatti, delle condizioni che porteranno, se accettate, all’assoggettamento di un Paese che è stato condotto per mano alla soluzione estrema. In questo modo si andrebbe a creare un pericoloso precedente, un “modello” da utilizzare anche in altri Paesi, non esiste il “caso unico”. E’ quanto sottolinea in una conversazione con Formiche.net Nunzio Bevilacqua, direttore della rivista giuridica ‘Notarilia’ e nel direttivo della Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito (Anspc).

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