Ciclisti, rotonde e pedoni, Verona come se la cava?

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DRIN DRIN … DRIN DRIN
Tutti sanno che i “veronesi son tuti mati” ma non tutti sanno che a Verona c’è anche “l’intellighènzia” che si aggira negli oscuri meandri dei Palazzi dove si amministra la città.
Vi chiederete che nesso c’è tra i “veronesi sono tutti matti” e “l’intellighènzia”?
Uniamo il tutto e mettiamolo nei “Palazzi del Potere …” Quindi gli amministratori di Verona: “sono tutti matti ma hanno l’intellighènzia”!
Facciamo un passo indietro … con una precisazione: L’Art. 6 comma 2 del D.M. 557/99 sottolinea che una pista ciclabile può essere realizzata:
a) in sede propria ad unico o doppio senso di marcia fisicamente separata dalla sede carrabile attraverso idoneo spartitraffico longitudinale fisicamente invalicabile (di larghezza minima pari a 0,50 m); b) su corsia riservata ricavata dalla carreggiata stradale ad unico senso di marcia concorde a quello
della contigua corsia veicolare ed ubicata di norma in destra rispetto a quest’ultima, separata dalla sede carrabile attraverso due strisce continue parallele, una bianca di 12 cm ed una gialla di 30 cm interdistanti 12 cm (la striscia gialla deve essere posta sul lato della pista ciclabile vedi art. 139
comma 7 del D.P.R. 16/12/1992 N°495);
c) su corsia riservata ricavata dal marciapiede ad unico o doppio senso di marcia ubicata sul lato adiacente la carreggiata stradale senza divenire di intralcio alla circolazione pedonale.
Ecco il punto c) è quello che ci riguarda molto da vicino, perché dice: su corsia riservata ricavata dal marciapiede ad unico o doppio senso di marcia ubicata sul lato adiacente la carreggiata stradale senza divenire di intralcio alla circolazione pedonale.
Rileggiamo bene tutta la frase in special modo l’ultima parte in grassetto.
SU CORSIA … UBICATA SUL LATO ADIACENTE LA CARREGGIATA STRADALE SENZA
DIVENIRE DI INTRALCIO ALLA CIRCOLAZIONE PEDONALE.
Ma a Verona hanno realizzato delle piste ciclabili sui marciapiedi che occupano uno spazio in larghezza dell’80% o del 100% . ASSURDO!!! Ecco, quelle proprio non riusciamo a comprenderle.
Eppure a Verona sono state realizzate …
Infatti nel centro di Verona, nelle vie limitrofe e nelle vie dei vari quartieri, stiamo notando un progressivo incremento delle biciclette che circolano sui marciapiedi, anche ad alta velocità o zigzagando, incuranti dei pedoni. La tolleranza tra pedoni sui marciapiedi e ciclisti sembra arrivata
al limite della sopportazione. Il comune (Sic!) dovrebbe intervenire, tutelare i pedoni ed educare i ciclisti a circolare rispettando sia il codice della strada che i pedoni. Proibire il passaggio sui marciapiedi, se non con bici portata a mano, corrisponderebbe piuttosto a un’esigenza di sicurezza per i pedoni. Infatti i maggiori pericoli si creano in corrispondenza degli accessi alle abitazioni e ai negozi, chi esce di casa o dal negozio sa che c’è il marciapiede, si sente tranquillo ma non ha fatto i conti con le biciclette.
L’amministrazione comunale dovrebbe multare quei cittadini sulle due ruote sorpresi a transitare sui marciapiedi non rispettando i pedoni ed esponendoli a pericoli, ma poi in genere chi dovrebbe controllare e multare chiude spesso e volentieri un occhio, nelle grandi città come a Verona.

Quindi, oltre ad avere a Verona un traffico automobilistico veramente caotico/nevrotico (sensi unici, rotonde o ovali* o rettangolari*, semafori con tempi lunghissimi, etc., tutte cose che complicano la vita all’automobilista) abbiamo anche i ”tuti mati ma con l’intellighènzia” che hanno realizzato le
piste ciclabili sui marciapiedi costringendo i POVERI PEDONI a continui sobbalzi o salti dal marciapiede alla carreggiata stradale (Sic!) al suono “malefico” del Drin Drin…
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E si nella bella Verona ci sono oltre alle classiche “rotonde” anche le “rotonde ovali” e le “rotonde rettangolari”.
“ VENITE A VEDERE … PER CREDERE”

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