Ci riprovano col ponte sullo Stretto: “Un obbligo dell’Europa farlo”

Priorità: il ponte sullo Stretto. E improvvisamente la Calabria e la Sicilia sono Europa. Anzi, Gioia Tauro è il porto d’Europa, non lo è più Rotterdam.

Le Regioni con la sanità più bella d’Europa, con i commissariamenti più frequenti d’Europa, il lavoro nero più alto d’Italia, una incidenza di dipendenti statali strabiliante, un gruppetto di forestali più numerosi del Canada, corre per diventare il faro d’Europa.

Leggere per credere. Buona lettura.

“Altri non hanno il nostro coraggio, probabilmente non ci hanno creduto. Le nostre due Regioni sono Europa, e l’Europa ha l’obbligo di creare Ulisse. Il mondo nuovo dove si decide il destino del resto del pianeta è l’Asia, è il nuovo Occidente dello sviluppo e dell’economia. E l’ingresso in Europa passa da qui, dopo il Canale di Suez”. Lo ha detto il governatore della Calabria, Nino Spirlì, a un’iniziativa a Catania con il presidente delle Regione Siciliana, Nello Musumeci, e l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini.

“Non stiamo chiedendo un intervento da poveri. Qui siamo Europa, svegliatevi. L’ingresso per il Continente non e’ il porto di Rotterdam, ma Gioia Tauro. Il progetto c’e’, chiavi in mano. Ci piace ‘annacare il pecoro’ per arrivare all’obiettivo. Ce lo devono dire che cosa vogliono fare. Stiamo partecipando all’attivita’ di questo governo e ieri ne abbiamo dovuto prendere le distanze, come succede in una famiglia quando non tutti siamo d’accordo. L’esecutivo deve meritare la nostra disponibilita’, e Ulisse e’ un passaggio importante”. Lo ha detto il governatore della Calabria, Nino Spirli’, a un’iniziativa a Catania con il presidente delle Regione Siciliana, Nello Musumeci, e l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini. “Il Pnrr sta per mostrare la sua debolezza perche’ non passa dalle Regioni – ha aggiunto – ma ci scende sopra come le gemelle Kesler scendevano dalla pertica in televisione. Ci saranno progetti moribondi, asfissiati, tenuti chiusi nel cassetto e che adesso sembreranno nuovi. Noi crediamo in Ulisse e deve prendere vita dentro l’Europa. Siciliani e calabresi sono i popoli maggiormente rappresentativi del Continente.”

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