Ci prendono per il culo: non tagliano le spese e aumentano le tasse

di GIANMARCO LUCCHI

I conti si risanano non con maggiori imposte ma con la riduzione della spesa. E’ questa, secondo Mario Draghi, la strada maestra da percorrere per imboccare la via della crescita. ”Il consolidamento fiscale ideale”, afferma il presidente della Bce all’inaugurazione dell’anno accademico della Bocconi, ”deve essere centrato su riduzioni di spesa corrente e non su aumenti di tasse”.
Ma non basta. ”Anche chi non condivide questa impostazione -sottolinea il numero uno dell’Eurotower davanti al premier, Mario Monti – e’ pero’ d’accordo sul fatto che e’ essenziale che il processo sia percepito come credibile, irreversibile e strutturale perche’ abbia effetto sugli spread sovrani e che le condizioni di stabilita’ dei prezzi e dei mercati finanziari siano tali da non ostacolare il consolidamento fiscale”.

Ohibò, ammettiamo che questa esortazione di Draghi è come un’illuminazione: nessuno di noi, critici con Monti e la sua banda di tecnici, aveva mai pensato che la strada giusta fosse quella della riduzione della spesa corrente!!! Il caso vuole, però, che il premier finora abbia applicato proprio la politica opposta, quella di subissarci di tasse (oltre alle già tante che c’erano e delle quali anche il Cavalier Patacca porta la sua responsabilità) e di far finta di tagliare la spesa pubblica.

Ma l’altro Super-Mario, il Draggi, va oltre. Bisogna  proseguire il completamento dell’Unione economica e monetaria. E lui, in questo, mostra un cauto ottimismo. Mentre in passato ”la soluzione era stata nella moneta unica”, ”oggi” questa strada ”e’ incompleta”. Anche perche’ ”la crisi ha messo in luce la necessita’ di portare a compimento” proprio ”l’Unione economica e monetaria”. In tal senso, aggiunge, ”stiamo compiendo progressi”. Ovviamente ”non e’ semplice attuare un progetto cosi’ ambizioso. Ma confido che l’Europa, ancora una volta, emergera’ rinvigorita dalle difficolta’ del momento”. Ecco, ci vogliono impacchettare del tutto e definitivamente in questa Europa che non ci piace, uno Stato unico che mette insieme i vizi peggiori, a cominciare dalla burocrazia devastante, degli Stati nazionali ormai in via di fallimento.

Draghi pone anche l’accento sul fatto che ”la Bce, pero’, non puo’ sostituirsi all’azione dei governi nazionali” per raggiungere ”l’obiettivo finale” di una ”unione politica” e di ”un’Europa stabile e integrata con un destino comune”. Per fare questo il banchiere centrale e’ cosciente che ”ci vorra’ molto tempo, lungo un percorso incerto. Ma nel frattempo – e’ l’ammonimento – sarebbe un errore non agire”. In questo percorso, in cui ”nessun Paese e’ autorizzato a fare politiche che possano danneggiare gli altri”, non si deve dimenticare la centralita’ della ”stabilita’ finanziaria”, che ”e’ nell’interesse di tutti ma in primis – sottolinea – dei paesi creditori che hanno le esposizioni maggiori”. Ma sì, costituiamo un bel Direttorio europeo eletto da nessuno e deleghiamogli i nostri destini. Amen.

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