Ci dicono che la Padania non esiste

TRANSPADANIAdi GIUSEPPE REGUZZONI –  L’Italia è un paese che non si ama. Non esiste altra realtà statale in Europa i cui abitanti usino modi di dire, segnati da altrettanta disistima di sé, come il nostro «facciamo all’italiana», per dire «andiamo contro le regole» o per indicare comportamenti pressapochistici. È proprio in momenti di crisi, come questo, che si vede che non bastano gli spaghetti e il calcio per tenere insieme una nazione che non c’è. C’è uno Stato, indubbiamente, ma non c’è una nazione. Oggi come oggi, l’unica vera realtà che costringe il Paese a rimanere unito sono le tasse, beninteso, quelle pagate in eccesso, al Nord, e quelle divorate dalla palude romana. Eppure osano dirci che la Padania non esiste. Sono sprezzanti come Metternich, quando affermava che «l’Italia è un’espressione geografica», ma non altrettanto lungimiranti da comprendere che tutte le definizioni geografico-politiche sono, in fondo, solo e sempre espressioni transeunti. Insistono nello spiegarci che esiste solo la Nazione, una e indivisibile, quella che hanno in mente Loro e che è assolutamente indiscutibile. Tutto è relativo, per Lorsignori, tutto, meno la loro idea di questa nazione. È la fiera delle contraddizioni, ma è vietato dirlo. Celebrano i 150 anni dell’unità d’Italia, ma poi cedono la sovranità fiscale alla Commissione Europea, quasi ovviamente senza alcun voto popolare. Esaltano il sentimento patrio e dedicano pure un ministero alla “coesione nazionale”, e poi sono pronti a regalare la cittadinanza italiana in cambio di uno scontrino del caffè vecchio di cinque anni. Considerano la Costituzione un testo sacro, ma  fanno e disfano i governi, trattando la sovranità popolare come un inutile soprammobile. Il re è nudo, ma non lo si può dire: per legge.

Ci spiegano che la sovranità appartiene sì al popolo, ma che essa deve essere esercitata nelle forme previste dalla Costituzione, vale a dire da Loro che se ne fanno interpreti.  Il Popolo, per esempio, non può essere interpellato su materie di politica estera o fiscale. La guerra e le tasse le decidono loro per noi. Il popolo è sempre sotto tutela. Del resto, questo non è che il vecchio e solido insegnamento marxista: la classe proletaria ha bisogno di una guida e questa può essere solo il Partito. Passano le ideologie, i partiti cambiano nome e apparenza, ma qualcosa dei vecchi metodi rimane. Il popolo è sovrano, ma Loro, gli Illuminati, sanno che cosa è meglio per il popolo e sanno sempre indicargli la strada. Per esempio, se il popolo ungherese non gradisce la dittatura comunista è lecito spianarlo sotto i cingoli dei panzer sovietici, perché impari la lezione. Così, nel 1956, mentre “l’Unità” definiva “teppisti” gli operai e gli studenti insorti, il compagno Giorgio Napolitano spiegava che l’Unione Sovietica, sparando con i carri armati sulle folle inermi e massacrando i rivoltosi di Budapest (25.000 morti), avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo». Già, la pace nel mondo. Anche Roma antica aggrediva popoli e nazioni in nome della pace; la sua, ovviamente. La Pace, la Nazione e, oggi, anche l’Europa: le idee contro i fatti, i grandi principi contro la realtà. Ieri come oggi lo scontro è tra la realtà e i pretesti.

Il governo “tecnico” dei banchieri, dei generali e dei prefetti vara una manovra economica che frena drasticamente i consumi, blocca per anni lo sviluppo e l’accesso al lavoro di centinaia di migliaia di giovani e sprofonda un quarto delle famiglie italiane nella miseria, ma tutto è fatto per il nostro bene. Loro lo sanno che cos’è il nostro bene e ce lo sanno condire con i pretesti e le scuse più nobili. L’unità e indivisibilità della Nazione è divenuta un’idea utilissima per lasciare tutto così com’è e far sì che il raddoppio delle tasse sulle case lo paghino solo le regioni dove le case sono regolarmente accatastate; e tutti sappiamo quali sono. Il taglio delle pensioni di anzianità, con il conseguente blocco del turn over, ce lo chiede l’Europa. Manco fosse Dio … e dunque è lecito, auspicabile, doveroso. L’invio – costosissimo, ma se lo ricordano in pochi – di truppe italiane in Libano, Kosovo, Afghanistan e, presto, Libia è in nome della pace nel mondo, dunque è fuori discussione. Bipartisan, ovviamente, perché oggi più che mai è vero che lo scontro politico è tra i partiti romani e i popoli del Nord, o quel che rimane di essi. La Padania non esiste, ripetono.

Paga, invece, dunque esiste. Paga, e ha solo bisogno di svegliarsi, per ritornare ad essere. Tutte le realtà politiche sono transeunti e nessuna può dire di sé di essere eterna e immutabile. Per comprenderlo basta uno sguardo umile alla storia, anche recente, e alle carte politiche, che in dieci anni sono divenute pezzi da museo. Forse la grande crisi di oggi, che non è solo crisi della finanza mondiale, ma, anche e soprattutto, del modello di stato nazionale uscito dalle ideologie dell’Ottocento, serve anche a questo: a svegliarci, a non perdere il treno della storia, a ritornare a essere protagonisti della nostra vita sociale e politica. Agli Stati teorizzati e costruiti ai sacri tavoli delle Logge possono ancora subentrare comunità statali fondate sulla nostra storia e sulle nostre culture. Non è credere a Biancaneve pensare che una comunità possa responsabilmente costruire il proprio futuro, preservare l’eredità culturale dei propri padri e curare l’educazione dei propri giovani senza imposizioni statalistiche e coloniali. Il federalismo e l’autodeterminazione sono supremamente realistici perché partono dalla storia e dal presente, non da progetti ideologici che, per lo più, mascherano solo meschini interessi economici. La Padania c’è e si può ancora fare, ma occorre, appunto, svegliarci.

(da La Padania del 3 gennaio 2012, direttore responsabile Stefania Piazzo)n

Print Friendly, PDF & Email

2 Comments

  1. C’è bisogno che dicano PADANIA ?
    c’è bisogno che lo dicano gli altri ?
    La capziositá pleonastica delle parole , le sonoritá linguistiche , sintesi nei processi mentali che organizzano la dialettica rappresentativa ;
    sapiens e comunicazione veicolano il tutto e la percezione produce il modello .
    È il modello culturale l’agente “ plasmatore” ed ha il peso specifico della sostanza , della materia ;
    trama ordito del costitutivo , ragnatela , configurazione .
    Non a caso la sapienza della parola e la profonditá riflessiva della filosofia , rappresentano intimamente una luce ispiratrice .
    Altra cosa è il faber , la meccanicistica , l’energia , la sostanza .
    Ed il punto di equilibrio lo si raggiunge umanamente nella capacitá di saper coniugare parole e fatti senza mediazione interpretativa , senza elementi incompatibili .
    Così avviene che l’umanesimo permeato di modernismo diviene becero e degenere , un amoreggiare bislacco che puntualmente ti seppellisce , come incautamente far entrare in casa , virus e batteri , parificati di dignitá francescana simil frate sole e sorella luna , di conseguenza non si diviene buoni , ma stupidi !
    Siamo in quest’era degenere e fuorviata , scenario virtuale dove il lavoro vero , quello che produce beni virtuosi , te lo tolgono e tu , come soggetto non esisti più , non sai più cosa sei .
    Ma gli altri si e , se non paghi il pizzo , che chiamano agio , valore aggiunto , ti espropriano di tutto .
    Tra miscuglio di nevrosi e pulsioni , paura e ansia , la tirannide paralizza , moralizza , demonizza ed atrofizza .
    Te la senti di buttare fisicamente fuori dalla tua Padania i fattori infestanti , ( stato, famiglie di parassiti al seguito , gabellatori , polizie e facenti funzione ) .?
    Cosa ci vuole a capire che il destino di un popolo è nelle mani del suo coraggio ?
    -Ad avercelo !- , borbottava Don Abbondio .
    Perciò , più guardingamente al riparo , temporeggia e muore la dignitá personale , il sentimento di libertá , e l’indipendenza di un popolo .
    Potrebbe bastare , tanto per gradire , almeno un voto stile America di TRUMP per la riscossa , una Brexit , un DDT sullo sciame dell’establishment .
    Meglio di niente .

  2. E’ vero,
    la PADANIA non esiste se il ragionamento lo si pone in POLITICHESE.
    E appunto, in politichese vale: uno piu’ uno uguale a QUELLO CHE SI VUOLE.

    Quando si tratta di politica si crea e si distrugge con un discorso, una legge, un qualcosa che assomiglia all’ARIA FRITTA.

    Tutto perche’ l’homo da’ il nome alle cose.

    Ha dato il nome di penisola alle isole e alle ALPI. Per soggiogare le popolazioni ivi residenti.
    Ha dato il nome di dieta o clima o che kax si vuole mediterranea/o. Dieta e aria come in Egitto..? Libia..? Ecc…….

    Ha fatto di ogni erba un FASCIO… oh, ma quanto gli piace sto FASCIO…
    Code Rocco docet.
    Cosi’ per alcuni esiste e per altri non esiste… solito tira molla politico.

    Ovviamente non dico popolo italiano perche’ non esiste (visto che anch’io dico che qualcosa non esiste se la vedo diversamente..?) ma i cittadini (generico) cosi’ facendo non capiscono nulla e vanno in confusione: piu’ facile sara’ PESCARLI (come si fa con i pesci) quando si sara’ in campagna elettorale (non si ferma mai) e alla vigilia del voto.

    Da sempre il popolllo sceglie BARABBAS E MAI IL GIUSTO… ma servono davvero diapositive oggi che i fati sono li’ e basta saperli leggere..???
    Almeno per non soccombere ben ‘intende.
    Salam

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

La "nuova" Costituzione, Renzi copia Capitan Schettino. L'inchino ai poteri forti

Articolo successivo

Popolo sovrano, ma diventa populista se si ribella