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“Chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”. E i 5S votano per Ursula

 

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di ANGELO VALENTINO – “Chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”, sono state tra le prime affermazioni di Ursula Von der Leyen, eletta con soli 8 voti di margine. Ma quei voti pesano più di tanti altri perché dentro la maggioranza che l’ha eletta ci sono quelli che ha portato in dote il Movimento 5 Stelle, assolutamente decisivo. Tanto che da osservatore ormai esterno, Enrico Letta ha commentato così: “Delle due l’una: o dicono che hanno sbagliato  oppure tirano le conseguenze e cambiano di 180 gradi la strategia. La  terza (continuare come se niente fosse) non ha senso logico”. E Letta aggiunge che “non possono non esserci ripercussioni politiche dalla rivoluzione copernicana che il  voto 5S rappresenta”.

Di certo ha ragione. Perché il voto dei 5S fa i paio con quello della pattuglia degli eurodeputati del pd che hanno sostenuto l’elezione del nuovo presidente della Commissione europea.

E ieri l’inviato Ansa Michele Esposito non poteva che riferire così: “Il M5S, grande sconfitto delle Europee, determinante per l’elezione di Ursula von der Leyen. La Lega trionfatrice del 26 maggio ferma sul no e condannata ad una partita difficilissima sul commissario. E’ tutta qui la clamorosa spaccatura del governo e della maggioranza nel giorno in cui l’Europarlamento incorona la prima donna presidente della Commissione. Una spaccatura destinata a far traballare l’alleanza di governo e che vede Luigi Di Maio allineato con il premier Giuseppe Conte, che definisce non a caso l’elezione di von der Leyen “un inizio incoraggiante” per l’Europa. Di certo, il voto di Strasburgo lascera’ strascichi pesanti in Italia. In serata l’ira leghista si riversa in una nota che attacca il M5S per puntare, osservano fonti di maggioranza leghiste, indirettamente anche a Conte. “E’ gravissimo il voto europeo: von der Leyen passa grazie all’asse Merkel, Macron, Renzi, 5 Stelle. La Lega e’ stata coerente”.

Ma è quanto si sapeva e. cioè che il voto dei sovranisti non sarebbe stato pesante in Europa. A due mesi di distanza, la resa dei conti.

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