/

Chi firmò le leggi razziali? Giorgio Bocca, Padre Gemelli, Fanfani, Almirante… I laudatori del nuovo ordine repubblicano italiano

razza
di Romano Bracalini
– “Sono i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” un documento dell’Internazionale ebraica contenente i piani attraverso cui il popolo ebraico intende giungere alla dominazione del mondo”. Così esordiva un giovane giornalista, Giorgio Bocca, su La Provincia Grande, di Cuneo, il 14 agosto 1942.Il povero “gojm” o “gentile”, come il testo chiama i non ebrei,leggendo quei “Protocolli” rimane al tempo stesso stupito e atterrito. Anche se è in grado di sceverare da ciò che ha effettivo valore tutto quello che può essere enfasi ieratica o presunzione propria di chi si crede prediletto da Dio, il lettore ariano rimane impressionato dinanzi a un’opera così macchinosa e gigantesca,così ammalata di criminalità e con tanta spaventosa perseveranza condotta attraverso i secoli da esseri che si sono sempre tenuti nell’ombra e al riparo dei propri paraventi.

Il testo,dopo aver enunciato il principio che il diritto è uguale a forza, descrive i mezzi e indica i risultati a cui il popolo ebraico è già arrivato e quali mete dovrà ancora raggiungere per possedere il monopolio della forza, cioè del diritto, cioè del dominio del mondo. In questo intento il popolo eletto, sparsosi per volontà di Dio in tutte le parti del mondo, ha lottato e lavorato per allontanare i “gentili” sempre più da una visione realistica della vita, per gettarli in braccio all’utopia, per indebolire la forza dei loro governi e per carpire nel frattempo le loro sostanze per mezzo della speculazione.

A lungo è durata la preparazione consistente nella  formazione di un reticolo capillare, unito negli intenti e potente nella finanza; quindi ha avuto inizio l’opera di dissolvimento. I primi ostacoli da abbattere erano le due forze dell’aristocrazia e del clero. Così gli ebrei preparano la Rivoluzione francese. L’aristocrazia cade nelle loro mani per mezzo del denaro, il clero combattuto e screditato dalla critica e dalla stampa. Il malgoverno da essi prodotto stanca e disgusta il popolo. Gli ebrei allora lanciano il grido: ”Libertà, fratellanza, uguaglianza”. La massa illusa e piena di speranza abbatte le solide istituzioni e prepara il campo a quelle forme di governo liberali e democratiche in cui gli ebrei, padroni dell’oro, divengono i dominatori. Dice il testo: ”Abbiamo trasformato i loro governi in arene dove si combattono le guerre di partito”, e più oltre “l’abuso di potere di parte dei singoli farà crollare tutte le istituzioni”.

Non tutti i “gentili”-per sfortuna degli ebrei-sono stati però quegli ingenui o “zucche vuote”, come essi amano chiamarli. Anche essi, o almeno una parte di essi ha saputo guardare il viso non amabile forse, ma pur tuttavia immutabile, della realtà. Un colpo tremendo deve aver subito il cuore ebreo nel vedere sorgere un movimento, quale quello fascista che denunciava la inconsistenza pratica della parola libertà nel campo politico dove gli uomini sono in tal modo costretti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia. Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è una utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza di dirigenti (ebrei).

L’odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l’odio di chi vede rovinati i propri piani è tremendo. Questo odio degli ebrei contro il Fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza sarebbe una vittoria degli angloamericani e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei.

Bocca, coerentemente, aveva firmato nel 1938 il manifesto della razza insieme, tra gli altri, a Giorgio Almirante, Pietro Badoglio, Vittorio Beonio Brocchieri, Mario Missiroli, Amintore Fanfani, padre Agostino Gemelli. Molti dei quali, insieme allo stesso Bocca, con perfetta mimesi, e senza ammaccature, diventeranno laudatori e testimoni del nuovo ordine democratico-repubblicano.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Un Paese fermo, rassegnato: 7 cittadini su 10 si affidano ai nonni, ammortizzatori sociali. Nord, esci dal tunnel!

Articolo successivo

GRANDE NORD, ECCO I CANDIDATI CHE SCENDONO IN CAMPO PER IL NORD: DALLA "SIORA GINA" AL CAMPIONE DI BASKET, SOLO GENTE RADICATA SUL TERRITORIO