Che palle. Aumentano i pedaggi. Proroga alle concessioni autostradali

di GIOVANNI D’ACQUINOpedaggio_casello_segnaletica

Che la proroga alle concessioni autostradali fosse un dato di fatto lo si era capito. Nel decreto milleproroghe del governo c’è spazio per tutto e di più, poteva non esserci un pensiero anche per i padroni delle autostrade, i concessionari che tutto possono e che tutto possono avere dall’esecutivo? Dalla società autostrade, infine, è arrivata sul piatto anche la richiesta di  aumento dei pedaggi autostradali. Infine, nella natalizia e calda sera del 24 dicembre, i concessionari hanno visto arrivare anche altri sei mesi di tempo, fino al 30 giugno prossimo, per rimettere a posto il piano di  integrazione fra le tratte il che tradotto vuol dire  prorogare in automatico senza passare dal via, cioè da una gara, le concessioni.

E i piani finanziari? Possono tranquillamente slittare a fine 2015. La Commissione europea starà zitta rispetto alle solite regole sul rispetto della  concorrenza?

Dal 1999, anno della privatizzazione della concessionaria statale, e fino al 2013, i pedaggi sono schizzati del 65,9 per cento mentre l’inflazione della metà, al 37,4%. E a quanto ammonterebbe l’aumento richiesto? Non osiamo chiedere, considerando che nel 2014 la richiesta era stata del 4,8 %, e il ministero delle Infrastrutture aveva concesso un abbondante  3,9%. Con l’inflazione allo   0,2 % – venti volte inferiore all’aumento medio concesso dal governo – cosa pretenderanno i concessionari e quanto il governo calerà ancora le braghe?

 

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